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venerdì 16 dicembre 2022

Bel lavoro!

 

 


Bel lavoro!

Eccomi qui, con un po' di ritardo.

Sono appena rientrato da Bangui, dopo alcuni giorni di lavoro e riunioni.

Il fine settimana è stato piuttosto impegnativo. Sabato pomeriggio sono andato a Igwe, un piccolo villaggio in mezzo alla savana. Sessanta km di strada, in mezzo ad alberi bruciati (sono i fuochi di brousse caratteristici di questo periodo), per trovare la piccola comunità pronta, già riunita nella piccola cappella (in pratica un tetto di paglia).

Domenica mattina celebro a Balembe, a 42 km, sulla strada verso bangui. Anche qui, nonostante il freddo (in questa stagione arriviamo ai 12 gradi, di notte), trovo un bel gruppo di cristiani.

Proseguo subito verso Bangui. In questi giorni sono arrivati Enrico Massone (che dal 1987 viene in Centrafrica per i vari lavori di costruzione) e Giovanni Grossi Bianchi, l'architetto che ha progettato il nuovo convento di Bangui.

Con Giovanni ci troviamo a Boali, a 90 km da Bangui: qui ci sono delle cascate molto belle.

Il lunedì, dopo la visita del cantiere, iniziamo a montare le volte che faranno da soffitto alle camere. Credo che siano le prime in tutto il Centrafrica! Dall'Italia abbiamo fatto preparare delle centine in metallo, su cui Enrico, insieme ai muratori della ditta, posa i mattoni cotti.

Abbiamo scelto questa soluzione, invece del cemento armato, per ragioni estetiche e come isolamento termico. Ma anche per portare un elemento nuovo nel paese.

Mercoledì mattina spostiamo una centina, e la volta si rivela in tutta la sua bellezza. Ed è bello vedere l'entusiasmo e la meraviglia dei muratori locali, che per la prima volta scoprono questa tecnica.

le volte del nuovo convento
Les voutes du nouveau couvent




Enrico Massone





fiore di caffé
fleur du café



Cascate di Boali
Chutes de Boali



Orchestra della cappella di Igwe
L'orchestre de Igwe


 

giovedì 8 dicembre 2022

Bello!

 

  

 

Bello!

Una bella settimana, questa qui.

Venerdì 2 dicembre sono andato a visitare i villaggi più lontani. Parto presto, come al solito, insieme al coordinatore delle nostre scuole, e a due collaboratori della Caritas.

Quando arrivo a Yoro, a 75 km, dopo due ore e mezzo di macchina, sono quasi le 8. E, con mia grande sorpresa, trovo la scuola aperta, e le tre classi all'opera, maestri e alunni presenti. E' la prima volta che la vedo funzionare questa scuola!

Lo stesso succede a Bayanga Didi. Qui, fino a poche settimane fa, la scuola era diventato un rifugio per le capre, e l'ultima lezione, la cui data era scritta sulla lavagna, era del 23 aprile 2021! E venerdì trovo più di 70 bambini nelle due classi. I genitori si sono dati da fare, pulendo dentro e fuori dalla scuola.

Avevo promesso che avrei aiutato i maestri, con un piccolo incentivo mensile, e sono contento perché funziona.

Sempre a Bayanga Didi, dove avevamo aperto una scuola materna l'anno scorso, abbiamo portato una grande tenda, dono dell'Unicef, che montiamo in mattinata.

Parto dopo la Messa, e ci fermiamo ancora in un villaggio, dove come Caritas stiamo sostenendo il piccolo ambulatorio locale.

Sabato pomeriggio celebro la Messa a Balembe, un piccolo villaggio a 43 km, e domenica a Bawi, un po' più vicino.

Il resto dei giorni è assorbito dai lavori di preparazione di una cappelle, che abbiamo risistemato recentemente. È a Kouisso Baguera, un villaggio a 7 km. La cappella è dedicata a Maria Ausiliatrice, e servirà, oltre che al villaggio, anche come piccolo santuario mariano della parrocchia.

Abbiamo arricchito la cappella con un grande dipinto di Maria Ausiliatrice, e una vita di Maria, sui lati. Abbiamo fatto le panche nuove, e ridisegnato l'altare e il presbiterio. E, soprattutto, abbiamo messo anche qui il Tabernacolo, che accoglie Gesù Eucaristia.

E oggi, festa dell'Immacolata, abbiamo fatto una grande celebrazione. Era presente il Vescovo, che ha benedetto la chiesa e il tabernacolo. E, al termine della Messa, ha portato il Sacramento dell'Eucaristia nel nuovo tabernacolo.

C'è molta preghiera e molta festa. Ed è bello vedere la gente con il naso in su, ammirare i dipinti. E, soprattutto, trovare uno spazio bello per pregare.

 

 

 


Samba Bougoulou



Bayanga Didi

Yoro

Kouisso Baguera
Maria Ausiliatrice
Marie Auxiliatrice
 

 

 

Falegnami e muratori
Menuisiers et maçons

 

 

 









 

 

 

 

giovedì 1 dicembre 2022

C'è il sole, ma è nuvolo!

 

 

C'è il sole, ma è nuvolo!

Oggi è il primo dicembre: 64 anni fa veniva proclamata la Repubblica Centrafricana, che sarebbe diventata indipendente due anni dopo, il 13 agosto 1960.

È una festa molto sentita, "La" festa nazionale.

Oggi, tradizionalmente, in molte città del paese ci sono momenti di festa. E, dove possibile, c'è il "défilé": la sfilata di alunni, militari, associazioni, partiti, ditte e chiunque si organizzi e voglia e possa esibirsi.

Il défilé è preparato con largo anticipo: da inizio novembre, due o tre volte per settimana, le strade sono bloccate per permettere le prove, specialmente per le scuole. E questo significa che le scuole, da novembre a Natale, funzionano a singhiozzo. E che le strade, in novembre, sono spesso chiuse perché a nessuno viene in mente che le prove si possano fare anche altrove, magari nei cortili delle scuole stesse… E in più, da anni, la data del 1° dicembre non è sempre la data del défilé, che spesso viene spostato ad un altro giorno, (secondo i bisogni o i capricci delle autorità).

Questa mattina, qui a Baoro, verso le 9 è iniziata la cerimonia: arrivo delle autorità, canto dell'inno nazionale, parata militare, e inizio della sfilata. I più belli sono sempre i bambini delle scuole materne, che dall'altro dei loro 3 o 4 anni marciano con molta decisione, e qualche simpatico sbaglio.

Siamo ormai in piena stagione secca, e ormai di piogge non ce ne saranno più fino a marzo o aprile.

Ma il clima sociale e politico rimane molto nuvoloso.
Lunedì una base militare russa avrebbe subito un attacco aereo, a Bossangoa.
Martedì un'auto con dei cinesi  a bordo (che sono probabilmente in cerca di oro), è stata assalita: un militare è stato ucciso, un altro ferito, e i due cinesi sono stati presi in ostaggio. E questo sulla strada verso Niem, a 40 km da Bouar (e 100 da Baoro).
E, ormai da più di 6 mesi, il carburante è introvabile al mercato ufficiale ( ma se ne trova, con prezzi quasi raddoppiati, sul mercato nero).

C'è il sole. Ma è nuvolo.

Con la speranza e la preghiera che la giornata di festa di oggi non sia solo una parentesi, ma un punto di partenza. E di ri-partenza.


Zoungbe 

 

 

 

I bambini della scuola materna "Il Germoglio"
Les enfants de l'école maternelle "Il germoglio"






Gli alunni della Scuola Meccanica
Les élèves de l'école Mécanique