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venerdì 20 febbraio 2026

Passi di pace: in aereo, in moto, a piedi, in elicottero…

 

 

 

Passi di pace: in aereo, in moto, a piedi, in elicottero…

 

20 febbraio 2026

Una settimana di Pace!

La situazione della prefettura di Haut-Mbomou (Est) è peggiorata in questi ultime settimane.

Il 28 dicembre, giorno delle elezioni, i ribelli AAKG hanno attaccato il villaggio di Bambouti, alla frontiera con il Condo RDC e il Sud Sudan. Ed hanno rapito la Prefetta, e altri funzionari.

Nelle altre città, in particolare Mboki e Zemio, ci sono stati altri attacchi. A Zemio, in poche ore, la Parrocchia è si è riempita di più di 3.500 sfollati.

E così abbiamo pensato, insieme alla Piattaforma delle Confessioni religiose, di effettuare una missione a Zemio e Obo per un'iniziativa di dialogo e di ascolto con la popolazione e le parti in conflitto.

Giovedì 12 partiamo dunque da Bangassou: sull'aereo trovo gli altri membri della Piattaforma: il pastore Nicolas, l'Imam Abdoul, et 3 donne, Nina, Adidja e Clarisse.

Dopo uno scalo rapido a Obo, l'aereo della Minusca ci porta a Zemio, dove arriviamo intorno alle 12.30.

La parrocchia è piena di rifugiati! In questi giorno, grazie all'aiuto del Governo della Rep.Ceca e dell'ONG SIRIRI.OPS, la Caritas locale ha potuto distribuire cibo, sapone e materiale vario alla gente.

Il programma è molto intenso: riunione dopo riunione, incontriamo i giovani, le donne, i responsabili delle varie confessioni religiose, le autorità civili e militari. La situazione è tremenda, anche se c'è qualche piccolo segno di miglioramento. Le scuole cercano di riprendere le lezioni, ma gli alunni, che erano 8.157 l'anno scorso, ora sono solo 1.014!

Ascoltiamo tutti, con grande rispetto per le sofferenze subite, e incoraggiamo tutti a non scoraggiarsi. Non è facile!

Sabato mattina partiamo per Obo, a 40 minuti di aereo.

Obo, capoluogo di prefettura, è rimasta relativamente tranquilla, anche grazie al lavoro che il parroco, insieme ad altre persone della città, ha fatto per ridurre le tensioni.

Anche qui ascoltiamo tutti: è una popolazione che, da più di vent'anni, ha visto ogni genere di orrori.

Non ci sono strade, praticamente: un sacco di cemento, che a Bangui costa 15 euro, a Zemio costa più di 75 euro!

Le Forze Armate locali sono spesso deboli, e mancano di mezzi e di sostegno finanziario. Operano spesso con i mercenari russi, e gli uni e gli altri, spesso, agiscono con violenza e senza rispettare troppo le leggi…

Incontriamo anche le autorità, i militari, e a tutti ricordiamo la necessità di mettersi all'ascolto della popolazione, che è terrorizzata non solo dai ribelli, ma dai militari stessi. In una riunione che ho tenuto, 49 persone su 50 non dormono in casa, ma passano la notte nei campi, per paura di arresti o di violenze.

Martedì 17 febbraio andiamo fino a Bambouti, in elicottero. Qui visitiamo un villaggio completamente deserto, a parte i militari e i Caschi Blu. Le porte delle case sono aperte, e le costruzioni appena fatte dall'ONU, sono vuote: prefettura, dispensario, scuole…

Verso le 11 partiamo in moto verso la frontiera vicina. Siamo a Source Yubu, in Sud Sudan. Qui i confini sono molto fragili, anche perché la popolazione appartiene alla stessa etnia, e parla la stessa lingua.

Qui si sono rifugiati gli abitanti di Bambouti, accolti senza troppi problemi dai sud-sudanesi.

Facciamo prima una riunione con le autorità, e poi con parte dei rifugiati. Li esortiamo a ritornare alle loro case, ai lori campi, e di non aver paura dei militari, che abbiamo incontrato e che promettono di accoglierli e di proteggerli.

Dopo un rapido giro al mercato locale, riprendiamo la strada, e la pioggia ci accompagna fino a Bambouti. La strada, o meglio, il sentiero, è scivoloso, e alcune moto cadono… ma non ci sono feriti. E rientriamo a Obo verso le 16.

Mercoledì inizia la Quaresima, con le Ceneri. E nello stesso giorno i musulmani iniziano il Ramadan.

Alle 6.30 del mattino ci troviamo allo stadio, per un momento di preghiera ecumenica per la Pace. E' un bel momento, con tanta gente, accompagnato da un bel segno: la benedizione della terra.

Durante la giornata continuiamo gli incontri, per presentare le varie conclusioni ai giovani, alle autorità, alle donne… e terminiamo, verso le 21, dopo un incontro con alcuni dei "capi" ribelli.

Giovedì mattina ci prepariamo per partire, ma il volo è annullato e spostato al venerdì. Ed occupiamo la mattinata a discutere con la Minusca (i Caschi Blu) su come avviare altri passi di Pace. Tra questi, forse, se Dio vuole, l'apertura di una Scuola Media, la "Scuola della Pace"...

Una missione partita con molte difficoltà, e con tanta paura, e che inizia a dare qualche piccolo frutto, e qualche seme di cambiamento, e molta speranza. Che il Signore faccia crescere e sviluppare questi timidi semi!

 

 

Zemio



Zemio - Scuola materna
Zemio - école maternelle
Zemio - guardería

Zemio - scuola elementare
Zemio - école primaire
Zemio - escuela primaria




Zemio - distribuzione aiuti per gli sfollati
Zemio - distribution aides aux déplacés
Zemio - distribución de ayuda a las personas desplazadas


Obo




Bambouti

In moto

Sud Sudan




 

domenica 8 febbraio 2026

Lunghi viaggi

 

Da Bangui a Bangassou, passando per Sibut, Bambari, Alindao
De Bangui à Bangassou, en passant par Sibut, Bambari, Alindao
De Bangui a Bangassou, pasando por Sibut, Bambari y Alindao
 

Lunghi viaggi

8 febbraio 2026

Per andare da Ndjamena (Ciad) a Bangui, ci sarebbe un'ora di volo. Ma… ce ne sono volute 12!

Lunedì 2 febbraio verso le 8 partiamo dalla capitale del Ciad. Facciamo uno scalo ad Abuja, in Nigeria, per atterrare a Lomè in Togo. Qui aspettiamo un paio d'ore, per ripartire con un altro aereo. Che, anche lui, fa diversi scali (Cotonou in Benin e Douala in Cameroun) prima di arrivare finalmente a Bangui alle 20.

Passaporto, bagagli… e quando usciamo c'è anche un bel temporale.

Sono rimasto a Bangui martedì e mercoledì. Ho avuto varie riunioni, soprattutto per seguire e cercare di portare una soluzione alla zona di Zemio e dell'Est della diocesi in generale, ancora sotto tensione.

Mi preparo poi a partire. E questa volta vado a Bangassou in macchina. Qualche settimana fa è arrivata finalmente la macchina nuova, dono di "Aiuto alla Chiesa che soffre", un'organizzazione che aiuta le Chiese dei paesi come il Centrafrica. Qui l'auto non è un lusso, ma una necessità, per poter visitare le varie comunità, i sacerdoti, e portare aiuto e soccorso in una diocesi grande quasi come mezza Italia.

Giovedì mattina, alle 6, inizia il lungo viaggio. Sono "solo" 750 km, ma so che ci vorranno almeno 2 giorni, se tutto va bene.

I primi 180 km sono asfaltati, o quasi (quasi, perché negli ultimi 50 km le buche sono tantissime). A Sibut abbandoniamo l'asfalto, e proseguiamo fino a Bambari, a 380 km da Bangui. Qui arriviamo verso le 13. Una breve pausa, e poi riprendiamo il cammino fino ad Alindao, 220 km più avanti.

Qui arriviamo alle 18, e siamo accolti dalla diocesi.

Venerdì mattina partiamo alle 6. Abbiamo ancora 250 km, e sappiamo che la strada è difficile e pericolosa. Per fortuna siamo in stagione secca, e le strade sono brutte, ma non pessime! Ci sono molte salite e discese, e l'acqua ed i camion hanno scavato e segnato gravemente il tracciato.

A circa 60 km troviamo alcuni camion fermi, poi un camion rovesciato: è quello che trasporta il nostro container! Mi fermo, e saluto i nostri operai, venuti da Bangassou il giorno prima: hanno quasi finito di scaricare tutto il container, caricandone una parte sul nostro camion. Poi proveranno a raddrizzare camion e rimorchio, e ricaricheranno il materiale nel container, per farlo arrivare a Bangassou!

Dopo una mezz'ora, saluto e riparto. Ci fermiamo a Gambo, la prima parrocchia della nostra diocesi, e finalmente alle 15.30 arrivo a Bangassou.

Santa Maria del cammino ha vegliato su di noi!

 

 

 

Alindao

 

 

Le cascate di Kembe, sul fiume Kotto
Les chutes de Kembe, sur la rivière Kotto
Cataratas Kembe, en el río Kotto