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sabato 15 agosto 2026

Rientro a Bangassou


Rientro a Bangassou

15 agosto 2026

Dopo la breve visita in Nigeria, giovedi’ 6 giugno rientro a Bangassou.

Mentre vado all’aeroporto, passo davanti alla casa dove mi aspettano suor Yolande con i bambini del  centro orfani “Maman Tongolo”: sono venuti a Bangui per qualche giorno di vacanza, e per loro é la prima volta che vedono una città grande!

Arrivato a Bangassou, qualche giorno dopo il mio computer diventa cieco: lo schermo è morto, e non riesco a collegarlo ad altri schermi esterni tramite le varie porte. Ma, grazie ad alcuni amici, e a tanta Provvidenza, riesco almeno a recuperare i dati.

Domenica 9 agosto vado a Laanome, dove celebro la Messa nella vecchia cappella. E’  piccola, con il tetto in lamiera molto basso, e fa quasi caldo come... in Europa in questi mesi!

I lavori di costruzione della nuova chiesa procedono bene, e speriamo di inaugurarla fra qualche settimana.

In questi giorni sto cercando di fare un po) di ordine nei vari uffici, dove trovo documenti molto interessanti, che raccontano nei dettagli la vita di questa diocesi.

Oggi, festa dell’Assunta, ho celebrato la Messa nel piccolo santuario di Pande, a 12 km. Qui qualche centinaio di fedeli della parrocchia di Tokoyo (Bangassou) e dei villaggi vicini sono venuti in pellegrinaggio giovedi’, e rimarranno fino a domani, domenica.




I bambini in vacanza
Les enfants en vacance
Los niños durante las vacaciones

Lanome, la vecchia cappella
Lanome, la vieille chapelle
Lanome, la antigua capilla


Lanome, la nuova chiesa
Lanome, la nouvelle eglise
Lanome, la nueva iglesia






Pande





mercoledì 5 agosto 2026

Visita in Nigeria

 


Visita in Nigeria

5 agosto 2026

 

Giovedì 30 luglio sono partito per una breve visita in Nigeria.

Paese grande 6 volte l'Italia, in Nigeria la Chiesa Cattolica è in grande crescita. Nonostante (o a causa?) dei continui attacchi contro chiese e comunità: nei giorni in cui sono rimasto nel paese, un sacerdote è stato ucciso, e un seminarista è stato rapito…

Una Chiesa vivace, con molte vocazioni, movimenti e un laicato attivo e responsabile.

Alcuni mesi fa ero stato contattato da una comunità, i Fratelli del Padre Misericordioso, che vogliono venire ad aprire una fondazione nella diocesi di Bangassou. Il dialogo, via mail, si è infittito, e finalmente sono riuscito a venire per una prima visita.

Partito il giovedi, dopo una notte a Addis Abeba, il venerdì, dopo 5 ore di volo su un aereo enorme e pienissimo, arrivo a Lagos. Qui mi accoglie JohnMary, il fondatore della comunità.

Questi giorni sono dedicati soprattutto alle discussioni su come aiutare la Comunità a diventare una società di vita apostolica, dal punto di vista canonico e organizzativo.

Il venerdì e il sabato sono dedicati a questo lavoro, e insieme al fondatore ci sono alcuni padri (Vincenziani e spiritani) che hanno accompagnato e sostenuto la comunità dall'inizio.

Domenica mattina celebro nella parrocchia di St Mary (una delle 10 Messe domenicali!). La chiesa è strapiena, anche nelle balconate (e all'esterno, dove ci sono dei maxischermi!).

Alle 12.30 andiamo alla Cattedrale, dove posso avere un incontro con l'arcivescovo di Lagos, durante il quale mi incoraggia ad aiutare ed accogliere questa comunità.

In serata partiamo in aereo per Enugu, una bella città a 1 ora di volo da Lagos. Appena arrivati andiamo a salutare i 14 membri di questa comunità: giovani maturi, di paesi diversi (oltre alla Nigeria, ci sono alcuni provenienti dal Kenya e dal Congo RDC). Alcuni hanno già finito gli studi di Teologia, e sono pronti per l'ordinazione diaconale.

Lunedì mattina posso celebrare l'Eucarestia insieme a loro, e poi ho un lungo incontro dove presento la diocesi di Bangassou, ma anche le prospettive che stiamo valutando per aiutare la comunità.

Finiti gli incontri, passiamo a salutare i confratelli carmelitani, che qui a Enugu hanno 2 comunità.

Alle 16 (circa, molto circa…) partiamo da Enugu per Lagos.

Ed ora sono in viaggio per Bangui, e domani, se Dio vuole, rientro a Bangassou.







La Cattedrale di Lagos
La cathédrale de Lagos
La Catedral de Lagos








 

 




giovedì 30 luglio 2026

Momenti di festa, di memoria e di suffragio


Momenti di festa, di memoria e di suffragio

30 luglio 2026

Dopo la partenza del Nunzio e dei vescovi venuti per la Messa di inaugurazione del mio servizio episcopale, lunedì 20 ci riuniamo, vescovo e sacerdoti, per un paio d'ore di confronto, per condividere quello che potrebbe essere il cammino della diocesi a medio e lungo termine. E' un bel momento di scambio di idee, di fraternità e di comunione.

I lavori della nuova chiesa di Lanome proseguono molto bene. Abbiamo voluto costruire l'altare come quello che era nella vecchia cappella: un lavoro fatto cinquant'anni fa da un sacerdote italiano di Torino, don Fedele Villa.

In questi giorni concludiamo anche l'8° corso di taglio e cucito, che ha permesso a 32 donne di ricevere una formazione professionale, per crearsi un'attività professionale e commerciale.

Venerdì parto per Gambo, la parrocchia a 75 km, sulla strada per Bangui.

Qui abbiamo appena finito i lavori di ristrutturazione della canonica, grazie all'aiuto di Propaganda Fide.

Incontro i 39 candidati alla Cresima, venuti da Gambo e dai villaggi. I più lontani hanno fatto 100 km a piedi!

Domenica celebro le Cresime all'aperto: il sole è forte, ma la partecipazione è molto alta.

In pomeriggio rientro a Bangassou, e lunedì 27 parto per Bangui.

Il 29 giugno era stato ucciso l'abbè Crepin Monga a Zemio. Un mese dopo abbiamo voluto celebrare una Messa di suffragio nella cattedrale di Bangui, mentre in tutte le parrocchie della diocesi le comunità si sono riunite in preghiera per tutta la notte.

A Bangui la Messa è presieduta dal Cardinale, e concelebro io, il vescovo coadiutore di Bangui e una quarantina di sacerdoti.

Sono venuti in tanti per questo momento di preghiera e di speranza. C'è tutta la famiglia dell'abbé Crépin, molti religiosi e religiose, i nostri orfani, e tantissima gente originaria della regione di Bangassou (Mbomou e Haut Mbomou).

All'offertorio portiamo due vasi, che contengono la terra impregnata del sangue dell'abbé Crépin, che ho raccolto a Zemio. Li posiamo sull'altare, dove rimangono per tutta la celebrazione, e al termine della Messa ne consegniamo uno alla famiglia, e uno a un sacerdote che rappresenta la diocesi di Bangassou.

E così l'abbé Crépin, questo seme caduto in terra e morto, rimane e porta frutto. Un frutto di pace.


Lanome

Corso di taglio e cucito 
Cours de coupe et couture
Curso de costura

Gambo