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domenica 11 gennaio 2026

Vescovi in riunione

 

 

 

Vescovi in riunione

11 gennaio 2026

 

Come ogni anno, la prima settimana di gennaio è consacrata all'Assemblea dei Vescovi del Centrafrica.

Sabato 3 gennaio ci troviamo già tutti a Bangui, perché è la giornata consacrata alla Caritas.

Domenica 4 i vescovi celebrano i diverse parrocchie della città.

Io sono a St François Yapele, una parrocchia del centro. Bella chiesa, molta gente, e anche la gioia di essere accolto da canti nelle lingue dell'Est, proprie di Bangassou.

Lunedì iniziamo l'Assemblea vera e propria. Sono presenti anche i Vicari Generali di tutte le diocesi. Ogni giorno iniziamo con la preghiera e la celebrazione dell'Eucarestia, alle 8, e dalle 9 fino alle 17 si lavora (con qualche pausa!).

Il primo giorno è consacrato alla presentazione della situazione di ogni diocesi.

Siamo molto preoccupati per quanto sta succedendo a Zemio, a 300 km da Bangassou, dove si sono riaccesi gli scontri, e dove la gente è tornata a rifugiarsi nella Missione Cattolica.

Il 28 dicembre ci sono state le elezioni, con un risultato quasi scontato: la rielezione dell'attuale presidente. Lo incontriamo il giovedì pomeriggio. Durante la lunga riunione, ogni vescovo presenta la situazione della propria diocesi, con i molti problemi che necessitano di interventi e soluzioni.

Gennaio è il tempo di fare il punto delle varie realtà della Chiesa che è in Centrafrica, con i rapporti annuali di Commissioni e Movimenti.

Domenica 11 gennaio celebriamo tutti in Cattedrale.

Alla fine della Messa, viene letto il tradizionale Messaggio dei Vescovi. Quest'anno il tema è la Pace, in un contesto elettorale molto teso, e con zone del paese che stanno ricadendo nella guerra…

 

Niakary
 

 

 

St François Yapele

 












giovedì 1 gennaio 2026

Buon Anno!

 

Buon Anno!

1° GENNAIO 2026

 

Buon Anno!

Scrivo, con il sottofondo del Concerto di Capodanno, con i valzer di Strauss!

Oggi, 1° gennaio, è la giornata mondiale della Pace.

Mentre gran parte del mondo si sta armando, mi sembra che l'unica voce sensata sia rimasta quella di Papa Leone, che nel suo Messaggio ha scritto:

"Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, alla fine smettiamo di trovare scandaloso che possa essere negata e persino che si possa ricorrere alla guerra per raggiungerla".

La Pace sembra sempre più minacciata, e spesso abbiamo l'impressione di non poter fare nulla perché venga. Ma il Papa ci ricorda, con sant'Agostino, che "Se desideri che gli altri siano in pace, sii te stesso, rimani te stesso. Per accendere gli altri, lascia che la pace della tua carità arda luminosa dentro di te."

 

Rientrato da Bakouma venerdì 26 gennaio, il giorno seguente, sabato 27, la Cattedrale è piena, perché oggi si conclude il Giubileo della Speranza.

Aperto il 29 dicembre 2025, in diocesi l'abbiamo vissuto in tutte le parrocchie (diventate tutte chiese giubilari) e in molte occasioni con varie categorie: lettori, malati, donne, prigionieri, seminaristi, movimenti ecclesiali, coppie e famiglie, persone consacrate, carismatici, corali e catechisti.

Domenica 28 dicembre è il giorno atteso delle elezioni politiche. Quest'anno sono votazioni, raggruppate lo stesso giorno. Si vota per il Presidente della Repubblica, per i deputati, i consiglieri regionali e per i sindaci.

I 10 giorni di campagna elettorale sono stati molto rumorosi e coloriti. I candidati che hanno potuto hanno visitato quartieri e villaggi, distribuendo T-shirt, soldi e promesse… A molti candidati, specie dell'opposizione, è stato proibito usare aerei o anche solo spostarsi in macchina…

Il voto è un momento bello per una comunità.

Purtroppo l'affluenza alle urne è scarsa: brutto segno, che parla di rassegnazione e di sfiducia in un cambiamento.

Osservo gli elettori, seri e composti, mentre salgo al centro orfani "Maman Tongolo".

Oggi, festa della Santa Famiglia, ma anche dei Santi Innocenti, abbiamo pregato per Viviane, che qualche giorno fa ci ha lasciati!

Da qualche settimana non stava bene, e non mangiava. Quasi come se volesse dire "Basta!" alla vita. E voleva vedere la nonna. Viviane è nata 10 anni fa a Selim, un villaggio a 110 km da Bangassou. Un padre francescano l'aveva vista, e l'aveva salvata, portandola a Bangassou, dove era stata accolta nel centro orfani, dove ha vissuto molto serenamente per 6 anni.

Con la sua differenza (la sindrome di Down), la sua dolcezza, ma anche il suo caratterino, era diventata rapidamente uno dei cuori del Centro orfani.

Affettuosa, tenera, ma anche capace di qualche piccolo capriccio, e sempre simpaticamente al centro della piccola comunità dei "Maman Tongolo".

Ora è senz'altro nella pace, e correrà nel cielo, mettendo tutti di buon umore, come ha sempre fatto nella sua breve vita.

Ciao Viviane. Il Signore ti accoglie con amore infinito e con tanta tenerezza!

 

 

Viviane

 



Elezioni a Bangassou
Elections à Bangassou
Elecciones en Bangassou



Sr Yolande con Aurélie
Sr Yolande avec la petite Aurélie
Sor Yolande con la pequeña Aurélie






 

venerdì 26 dicembre 2025

Buon Natale!

 

 

Buon Natale!

26 dicembre 2025

 

Buon Natale!

Rientro ora da alcuni giorni passati nei villaggi, a circa 200 km da Bangassou.

Anche qui, nonostante tutto, sono giorni molto intensi.

Tra giovedì 18 e domenica 21 dicembre la diocesi ha organizzato il Giubileo dei catechisti. Sono stati giorni di formazione e scambio, con circa un centinaio di catechisti (quelli più vicini). Qui in Centrafrica la figura del catechista è fondamentale. I sacerdoti sono pochi, e nei villaggi il catechista guida la preghiera della domenica e dei giorni feriali, fa il catechismo, e accompagna la comunità. Uno di loro, Zachèe, celebra 50 anni di servizio qui a Bangassou.

Domenica 21, in mattinata celebro la Messa nella parrocchia di Tokoyo, e in pomeriggio passo a portare gli auguri alle nostre "perle" i bambini del Centro orfani, e gli anziani della Casa Espoir.

Non sarò con loro il giorno di Natale, quando riceveranno qualche dono, e un buon pasto festivo, gli porto un po' di cioccolata, ed iniziano così a fare Natale!

Lunedì pomeriggio parto per il Nord, a Bakouma e poi a Nzacko, il giorno dopo.

Tra Bakouma e Nzacko ci sono 60 km, ma ci vogliono 3 ore per arrivarci.

E viaggiamo con 2 paure: quella per la macchina (che si spegne spesso), e quella per i ribelli, che 4 giorni prima hanno bloccato la strada e rapinato i passanti…

Ma riusciamo ad arrivare a Nzacko, senza brutti incontri.

Porto con me anche dei teli, che servono a coprire la scuola materna. Questa era stata distrutta nel 2017, insieme alla chiesa, all'ospedale e alla canonica. Anche questo, è un cantiere e un'opera da realizzare!

Il 24 dicembre, mercoledì sera, alle 19, celebro la Messa della Notte di Natale: qualche rara luce, ma molto calore per questa comunità che accoglie 9 nuovi battezzati, e che, nonostante la guerra, è rimasta salda nella fede. E anche qui esplode il canto del Gloria, come a Betlemme 2000 anni fa!

Il 25 dicembre partiamo prima delle 5 di mattina, perché dobbiamo arrivare a Bakouma in tempo per la Messa.

Anche qui ci sono 13 battesimi: in genere, il giorno di Natale, si celebrano quelli dei bambini, mentre a Pasqua è il momento dei ragazzi, dei giovani e degli adulti.

E' una Messa molto bella, in una cappella di pietra.

Mentre celebriamo, si sentono spesso le grida della campagna elettorale: sono ormai gli ultimi giorni, perché il 28 dicembre si vota per il Presidente, il Parlamento, il Consiglio Regionale e i Comuni.

Rimane alta la tensione, e c'è poco spazio per chi non è del partito al potere.

Ma rimane la speranza e la fiducia nel buon senso!


 

Formazione dei catechisti
Formation des catéchistes
Formación de catequistas



I bambini del Centro orfani Maman Tongolo
Les enfants du Centre des Orphélins Maman Tongolo
Los niños del orfanato Maman Tongolo

La campagna elettorale
La campagne éléctorale
La campaña electoral


La scuola materna di Nzacko, ora!
L'école maternelle de Nzacko, maintenant!
Escuela infantil en Nzacko, ¡ahora!




Bakouma