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giovedì 8 dicembre 2022

Bello!

 

  

 

Bello!

Una bella settimana, questa qui.

Venerdì 2 dicembre sono andato a visitare i villaggi più lontani. Parto presto, come al solito, insieme al coordinatore delle nostre scuole, e a due collaboratori della Caritas.

Quando arrivo a Yoro, a 75 km, dopo due ore e mezzo di macchina, sono quasi le 8. E, con mia grande sorpresa, trovo la scuola aperta, e le tre classi all'opera, maestri e alunni presenti. E' la prima volta che la vedo funzionare questa scuola!

Lo stesso succede a Bayanga Didi. Qui, fino a poche settimane fa, la scuola era diventato un rifugio per le capre, e l'ultima lezione, la cui data era scritta sulla lavagna, era del 23 aprile 2021! E venerdì trovo più di 70 bambini nelle due classi. I genitori si sono dati da fare, pulendo dentro e fuori dalla scuola.

Avevo promesso che avrei aiutato i maestri, con un piccolo incentivo mensile, e sono contento perché funziona.

Sempre a Bayanga Didi, dove avevamo aperto una scuola materna l'anno scorso, abbiamo portato una grande tenda, dono dell'Unicef, che montiamo in mattinata.

Parto dopo la Messa, e ci fermiamo ancora in un villaggio, dove come Caritas stiamo sostenendo il piccolo ambulatorio locale.

Sabato pomeriggio celebro la Messa a Balembe, un piccolo villaggio a 43 km, e domenica a Bawi, un po' più vicino.

Il resto dei giorni è assorbito dai lavori di preparazione di una cappelle, che abbiamo risistemato recentemente. È a Kouisso Baguera, un villaggio a 7 km. La cappella è dedicata a Maria Ausiliatrice, e servirà, oltre che al villaggio, anche come piccolo santuario mariano della parrocchia.

Abbiamo arricchito la cappella con un grande dipinto di Maria Ausiliatrice, e una vita di Maria, sui lati. Abbiamo fatto le panche nuove, e ridisegnato l'altare e il presbiterio. E, soprattutto, abbiamo messo anche qui il Tabernacolo, che accoglie Gesù Eucaristia.

E oggi, festa dell'Immacolata, abbiamo fatto una grande celebrazione. Era presente il Vescovo, che ha benedetto la chiesa e il tabernacolo. E, al termine della Messa, ha portato il Sacramento dell'Eucaristia nel nuovo tabernacolo.

C'è molta preghiera e molta festa. Ed è bello vedere la gente con il naso in su, ammirare i dipinti. E, soprattutto, trovare uno spazio bello per pregare.

 

 

 


Samba Bougoulou



Bayanga Didi

Yoro

Kouisso Baguera
Maria Ausiliatrice
Marie Auxiliatrice
 

 

 

Falegnami e muratori
Menuisiers et maçons

 

 

 









 

 

 

 

giovedì 1 dicembre 2022

C'è il sole, ma è nuvolo!

 

 

C'è il sole, ma è nuvolo!

Oggi è il primo dicembre: 64 anni fa veniva proclamata la Repubblica Centrafricana, che sarebbe diventata indipendente due anni dopo, il 13 agosto 1960.

È una festa molto sentita, "La" festa nazionale.

Oggi, tradizionalmente, in molte città del paese ci sono momenti di festa. E, dove possibile, c'è il "défilé": la sfilata di alunni, militari, associazioni, partiti, ditte e chiunque si organizzi e voglia e possa esibirsi.

Il défilé è preparato con largo anticipo: da inizio novembre, due o tre volte per settimana, le strade sono bloccate per permettere le prove, specialmente per le scuole. E questo significa che le scuole, da novembre a Natale, funzionano a singhiozzo. E che le strade, in novembre, sono spesso chiuse perché a nessuno viene in mente che le prove si possano fare anche altrove, magari nei cortili delle scuole stesse… E in più, da anni, la data del 1° dicembre non è sempre la data del défilé, che spesso viene spostato ad un altro giorno, (secondo i bisogni o i capricci delle autorità).

Questa mattina, qui a Baoro, verso le 9 è iniziata la cerimonia: arrivo delle autorità, canto dell'inno nazionale, parata militare, e inizio della sfilata. I più belli sono sempre i bambini delle scuole materne, che dall'altro dei loro 3 o 4 anni marciano con molta decisione, e qualche simpatico sbaglio.

Siamo ormai in piena stagione secca, e ormai di piogge non ce ne saranno più fino a marzo o aprile.

Ma il clima sociale e politico rimane molto nuvoloso.
Lunedì una base militare russa avrebbe subito un attacco aereo, a Bossangoa.
Martedì un'auto con dei cinesi  a bordo (che sono probabilmente in cerca di oro), è stata assalita: un militare è stato ucciso, un altro ferito, e i due cinesi sono stati presi in ostaggio. E questo sulla strada verso Niem, a 40 km da Bouar (e 100 da Baoro).
E, ormai da più di 6 mesi, il carburante è introvabile al mercato ufficiale ( ma se ne trova, con prezzi quasi raddoppiati, sul mercato nero).

C'è il sole. Ma è nuvolo.

Con la speranza e la preghiera che la giornata di festa di oggi non sia solo una parentesi, ma un punto di partenza. E di ri-partenza.


Zoungbe 

 

 

 

I bambini della scuola materna "Il Germoglio"
Les enfants de l'école maternelle "Il germoglio"






Gli alunni della Scuola Meccanica
Les élèves de l'école Mécanique



 

 


 

 






 

giovedì 24 novembre 2022

Missione

 


 

Partenza per la scuola dei catechisti
Depart pour l'école des catéchistes

Missione

In questi giorni si sono aperte, nella nostra diocesi, le tre "Scuole dei catechisti": dei centri di formazione dove i catechisti e le loro famiglie vivranno e studieranno per i prossimi 6 mesi per prepararsi a questa missione. Il catechista, nelle nostre comunità cristiane, ha una grande importanza; oltre ad insegnare il catechismo, è lui che dirige la preghiera quotidiana e quella della domenica (nei villaggi dove il sacerdote si può recare solo raramente), è sempre lui che consiglia, guida e aiuta il villaggio a crescere nella fede e nella carità.

È una missione grande, ed è sempre bello vederli partire: lasciare il villaggio è un passo impegnativo!

Domenica sono andato a celebrare la Messa a Barka Bongo, a 43 km da Boaro, e ne ho approfittato per prendere il catechista e la sua famiglia e portarli a Baoro: è qui che vivranno la "scuola dei catechisti", insieme ad altre 15 famiglie, provenienti da tutta la diocesi.

Lunedi i catechisti hanno iniziato i corsi. Ma anche le loro mogli seguono una serie di formazioni per poter emergere e aiutare le donne del villaggio. Il pomeriggio è dedicato in genere alla formazione sul cucito e la lavorazione della lana.

Un'attività che suor Biagina segue con entusiasmo, con i suoi 48 anni di Centrafrica!

È con lei che scendo a Bangui il mercoledì, perché lei deve partire per l'Italia per curarsi. L'accompagniamo con la preghiera per la sua salute e con la speranza che torni.

A Bangui i lavori del nuovo convento procedono. Con i falegnami continuiamo a posare i telai di porte e finestre, mentre la ditta è concentrata sul getto dell'ultima parte della soletta.

 



Barka Bongo

Suor Biagina


Cantiere del nuovo convento
Le chanitier du nouveau couvent



L'albero del caffé
l'arbre du café