Pellegrinaggio a Zemio
6 luglio 2026
Il giorno dopo il funerale parto per Zemio. La MINUSCA (i Caschi Blu) sono riusciti a farmi avere un passaggio sul loro aereo.
Partiamo verso le 11, e alle 12.30 facciamo scalo a Obo, dove posso abbracciare i sacerdoti di quella parrocchia. Ripartiamo dopo quasi un'ora e arriviamo a Zemio verso le 14. Insieme a me c'è l'abbé Gervais, parroco di Zemio, che era a Bangui da qualche settimana.
Attraversiamo una città stranamente (e sinistramente) silenziosa, e arriviamo alla Missione, dove troviamo qualche decina di fedeli che ci vengono incontro piangendo…
In pomeriggio incontro i catechisti e i consiglieri della parrocchia: l'uccisione dell'abbé Crépin è un atto gravissimo. Già gran parte della popolazione era fuggita nel vicino Congo, e quelli che rimangono sono smarriti. La presenza dei sacerdoti, qui alla Missione, era il loro unico punto di riferiment0. Una donna mi dice che, quando scappano dal quartiere per rifugiarsi qui in parrocchia, la loro unica luce è l'Eucarestia celebrata ogni mattina!
Verso sera un centinaio di persone si radunano nel cortile della Missione, per una veglia di preghiera che dura tutta la notte, e che concludo con la Messa delle 5.45.
Venerdì 3 luglio, visto che le autorità non si sono neanche degnate di venire a porgere le condoglianze, andiamo a piedi a visitarle, sperando di avere qualche risposta sull'uccisione dell'abbé Crépin. Ma torniamo con più domande che risposte: il sacerdote è stato ucciso a 20 metri dalla Missione, a qualche metro da un check-point dei militari del governo… Lui che ha così tanto lavorato per la pace, il dialogo e la mediazione!
In pomeriggio incontro i giovani che sono partiti in moto ed hanno portato la salma fino a Dembia, a 80 km. Al ritorno sono stati fermati dai ribelli, che gli hanno portato via telefoni, soldi e 2 moto!
Sabato mattina, dopo una seconda notte di veglia, celebriamo la Messa in suffragio dell'abbé Crépin. La chiesa è piena, e anche qui celebro con i paramenti rossi, come per un martire.
Alcune autorità sono presenti, mentre il prefetto arriva alla fine della Messa, e parte subito dopo…
Alla fine della celebrazione, andiamo in pellegrinaggio sul luogo dove l'abbé Crépin è stato ucciso. Raccogliamo un po' della terra, intrisa del suo sangue: parte rimarrà qui, nella parrocchia, parte a Bangassou, e parte alla famiglia, Qui vogliamo costruire un piccolo monumento, che rimanga come punto di preghiera, di memoria, ma anche come richiamo alle coscienze!
Domenica celebriamo la Messa alle 8.30. Sono presenti i catecumeni che l'abbé Crépin aveva battezzato domenica 28 giugno, il giorno prima della sua uccisione!
Li faccio alzare, e li incoraggio, perché in questa prima settimana da battezzati, hanno già vissuto una vita: il dono del battesimo, la morte del sacerdote, la fede nella Resurrezione, e l'abbraccio di tutta la Chiesa!
In pomeriggio scendo in città, e compro l'unico sacco di cemento per iniziare il memoriale! Costo: 60 euro!
Nei prossimi giorni vogliamo iniziare a proteggere il posto dove è stato ucciso l'abbé Crepin.
Una persona, che era in seminario a Bouar quando ne ero il direttore (più di 23 anni fa) quando ha visto la foto del posto, mi ha mandato un'offerta proprio per questo!
Le notti sono spesso interrotte dagli spari di pistole e mitra…
Lunedì mattina dovrei partire, ma il volo è annullato.
Martedì, idem…
E mercoledì… speriamo!
Mentre aspetto l'aereo, ho tempo per un po' di lavoro arretrato. E per leggere.
Sabato 4 luglio, mentre celebriamo qui a Zemio la Messa per l'abbé Crépin, papa Leone XIV è a Lampedusa, porto di accoglienza per migliaia di persone che tentano tutto per fuggire dalla miseria e dalla guerra. Mi colpiscono alcune sue parole:
“L’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, (…) : tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di “passare oltre” Lc 10,31.32).”
| Zemio |
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