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venerdì 15 maggio 2020

Cantieri aperti e cantieri che chiudono




 Cantieri aperti e cantieri che chiudono

La vita prosegue, a ritmi un po’ diversi, a causa del Coronavirus. In Centrafrica i casi sono saliti a oltre 250 (da 119 una settimana fa). La paura si fa un po’ più palpabile (anche se le attività gli spostamenti, le feste e riunioni si avvicendano, sfidando spesso le regole di distanze e di igiene).

In questi giorni, come Caritas, siamo riusciti a comprare dei termometri ad infrarossi, che abbiamo messo a disposizione di alcuni ospedali e dispensari. E domani lanciamo un ordine di 6.000 maschere, che saranno fabbricate localmente, e daranno sicurezza e lavoro.

In parrocchia, pur non potendo fare le celebrazioni dei Battesimi e sacramenti, continuiamo con gli esami di catechismo.

La grande notizia è la partenza delle ditte cinesi da Bozoum!

Da alcuni giorni si sussegue il passaggio di camion carichi di ruspe e scavatrici, che lasciano Bozoum soprattutto in direzione sud (probabilmente verso Yaloke e Bambari).

Lasciano, purtroppo, un disastro! Anzi: parecchi disastri:

·         L’inquinamento del fiume, e delle falde della zona con il mercurio (che rimarrà per decenni nell’acqua, nella terra, nella vegetazione, e in tutta la catena alimentare)

·         Un fiume disastrato, con mucchi di ghiaia e terra, e pozze d’acqua profonde: la settimana scorsa 7 persone vi sono annegate!

·         Una scia di malattie e malformazioni: ci sono già casi di neonati con spina bifida e macrocefalia.

·         Un corteo di violenze e soprusi, con feriti, morti e un disprezzo per ogni giustizia.

·         Un paese più povero: mentre le ditte hanno speso, in un anno, oltre 7 milioni di euro (più di 4.700.000.000 f cfa), hanno dichiarato di estrarre oro per poco più di 4.680.000 euro (3.065.000.000 di f CFA)! È strano che delle ditte vengano a lavorare in perdita! E, secondo i bilanci ufficiali dello Stato, non c’è stato nessun aumento delle entrate!

·         Una regione più povera: per colpa di autorità molto corrotte, le comunità locali non hanno avuto nessun beneficio (a parte il mercurio, l’acqua inquinata, malformazioni, violenze e ingiustizie). Le ditte cinesi avevano promesso 36 mila euro (24 milioni di f cfa) per costruire scuole e dispensari. Li hanno dati, ma solo una parte è stata usata (e non per fare le scuole, ma una tribuna per le autorità per la festa nazionale del 1° dicembre). La scuola non è mai stata costruita. Dei 2 dispensari ne è stato costruito poco meno di mezzo (e mai terminato). La ditta che ha costruito la tribuna ha ricevuto 9,5 milioni di f cfa (e 2,5 milioni sono evaporati), mentre per i due dispensari (non costruiti) sono stati spesi meno di  2 milioni cfa.
Morale della favola: alcune autorità locali hanno intascato più di 12 milioni di f cfa (circa 18.000 euro), che erano destinati a risarcire almeno in parte la popolazione locale!

Coraggio!









Esami di catechismo
Examens de catéchisme



giovedì 7 maggio 2020

Men at work… Cantieri


Giochi... con niente!
Des jeux, avec un peu de rien!


Men at work…
Cantieri

Il tempo passa. Ormai le scuole sono chiuse oltre un mese, e la situazione, lentamente, tende verso il peggioramento. Ad oggi i casi di coronavirus in Centrafrica sono 119. Il governo, o almeno, una parte, sta facendo seri sforzi, aiutato dalla comunità internazionale, per verificare e seguire le persone positive e identificare quelle che potrebbero esserlo.
Gli spostamenti tra la frontiera con il Camerun e la capitale, Bangui, sono un po’ diminuiti, ma ci sono pochissimi controlli. Questa mattina, giovedì 7 maggio, sono partito da Baoro alle 5, e lungo i 400 km di strada non sono mai stato controllato nella dozzina abbondante di posti di blocco sparsi lungo la strada.
Le scuole rimangono chiuse, ma con le trasmissioni alla radio cerchiamo di continuare, almeno in parte le lezioni.
La situazione è già difficile a Bangui, dove era stato allestito un reparto per il covid-19 per 13 persone. In tutta fretta se ne sta preparando un altro. Ma nel resto del paese non c’è ancora niente.
Ieri, mercoledì, sono andato a Bouar, dove abbiamo fatto una riunione con il Vescovo, Sr Marie Thérèse (responsabile della Farmacia diocesana) ed i dottori Ione Bertocchi e p.Tiziano. Aspettando le risposte alle varie domande di finanziamento che abbiamo lanciato, come Caritas stiamo preparando i nostri ospedali e centri sanitari con l’acquisto di materiale di protezione, di terapia e di medicinali.
È un grande cantiere… e faremo tutto il possibile.





Cappella di Bokongo
Chapelle de Bokongo









giovedì 30 aprile 2020

E arrivò!




E arrivò!
Piano piano (yeke yeke, di dice in Sango) il coronavirus, arrivato in Centrafrica in marzo, sta crescendo.
All’inizio pochi casi, legati piuttosto a persone arrivate dall’Europa. Poi, purtroppo, sono apparsi i primi malati “locali”: persone che si sono infettate qui nel paese. Anche perché, nel frattempo, l’aeroporto di Bangui è stato chiuso. Purtroppo non sono state chiuse le frontiere con il Camerun. O meglio, sono state chiuse, ma le decisioni non sono state rispettate. E il continuo viaggiare di persone tra i due paesi (il Camerun ha ormai quasi 2.000 persone positive) ha scatenato l’inevitabile. Oggi sono stati identificati i primi casi fuori da Bangui, a Bouar, a 110 k da Bozoum!
Ad oggi i casi sono 64. Pochi, rispetto ai numeri dell’Europa. Ma tanti per un paese con una struttura sanitaria fragilissima.
In settimana sono stato a Bouar, mercoledì. In mattinata sono passato nel nostro seminario della Yolé. Qui le suore indiane seguono un dispensario, ed abbiamo visto insieme cosa fare per curare gli ammalati, senza far correre rischi a loro e al personale.
A Bouar ho anche incontrato i responsabili della Commissione Sanitaria della diocesi, con i quali abbiamo preparato un programma di sostegno di materiale e medicinali, che proprio in questi giorni abbiamo inviato alla Caritas Italiana. La CEI ha stanziato degli aiuti per l’emergenza Covid-19 in Africa, e speriamo di poter aiutare molta gente nei nostri ospedali.
Qui a Bozoum, per ora, è tutto tranquillo. Forse troppo.
La questione del virus non è presa molto sul serio, e mercati, commerci e spostamenti continuano senza troppi problemi. Per ora.
In questi giorni le ditte cinesi stanno spostando parte dei macchinari per l’estrazione dell’oro verso altri siti. In teoria avrebbero l’obbligo di ripristinare il letto del fiume com’era prima del loro arrivo. In realtà, dopo aver distrutto il fiume, lasciano praticamente tutto all’aria, con montagne di ghiaia e buche piene d’acqua. Purtroppo in questi ultimi 10 giorni, sette persone sono morte annegate!




Liquore in sacchetti...
Liqueur en sachet





venerdì 24 aprile 2020

Costruire, distruggere…



Kpari


Costruire, distruggere…
Causa coronavirus, le scuole sono chiuse, le attività parrocchiali un po’ rallentate, ma il lavoro non manca.
P.Norberto ha messo il tetto alla “cattedrale” di Kpari, un villaggio a 10 km da Bozoum. Ed abbiamo iniziato a montare i muri della chiesetta di Bokongo, a 15 km da Bozoum sulla strada di Bossemptele.
Lunedì c’è stata la prima riunione del “comitato di crisi coronavirus”, indetta dal prefetto di Bozoum. Purtroppo lo scenario resta desolante: le prescrizioni (distanze, assembramenti e, soprattutto, viaggi) non sono rispettate, e non c’è niente di pronto, a livello sanitario. In Centrafrica i casi positivi sono 19, ma nel vicino (troppo vicino) Camerun sono già 1.440.
Le frontiere sarebbero chiuse, ma la gente passa tranquillamente: tra mercoledì sera e giovedì mattina ho incrociato 4 grandi bus che andavano verso la frontiera, carichi di gente. Tra gli ultimi casi dichiarati, sono già tre quelli di gente proveniente dal Camerun, via terra.
Mercoledì pomeriggio abbiamo fatto una riunione, a Bouar, con il vescovo e con i responsabili degli ospedali della diocesi. Nonostante l’Italia sia colpita in modo pesantissimo dal virus, la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato dei soldi perché l’Africa possa affrontare la pandemia, on l’acquisto di medicinali, apparecchiature, materiale di protezione, e formazione.
Proprio in questi giorni è stato pubblicato un rapporto di Amnesty International, che esamina il problema delle imprese cinesi che estraggono l’oro dal fiume Ouham, a Bozoum. Il titolo dell’inchiesta è molto chiaro: “IL EST URGENT QUE LE GOUVERNEMENT SUSPENDE L’EXPLOITATION DES MINES D’OR À BOZOUM” (è urgente che il governo sospenda le miniere d’oro a Bozoum”.
Il rapporto denuncia l’inquinamento, la violazione dei diritti umani, lo sfruttamento selvaggio che non giova né alla popolazione locale né allo Stato.
Un altro dossier di IPIS Research, uscito in queste settimane, studia le miniere artigianali (tra cui anche quelle meccanizzate di Bozoum). Fa rabbia sapere che ufficialmente il Centrafrica ha prodotto, nel 2019, 142 kilogrammi d’oro. Ma in realtà sono stati estratti almeno 5.720 kg d’oro. Kilogrammi! 5.720!
Un paese ricchissimo, un paese poverissimo!

Qui i rapporti:
Francese:
Inglese:
Cinese:
E qui lo studio dell’IPIS:

 

Bokongo




Carmel, Bangui

Fiume Ouham, gennaio 2020
Fleuve Ouham, janvier 2020