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giovedì 18 giugno 2020

Covid e scuole



 

Covid e scuole

 Questi sarebbero i giorni della fine dell’anno scolastico. In teoria. Quando non c’era il coronavirus!

Ma c’è anche qui in Centrafrica, e bisogna tenerne conto.

Per ora, aspettando le decisioni del Governo, che tardano a venire, abbiamo deciso di concludere l’anno scolastico, tenendo conto dei primi due trimestri. A fine mese daremo le pagelle, e contiamo di riaprire le scuole (covid permettendo!) ai primi di settembre, in modo da cercare di recuperare il tempo perso.

Le persone positive al virus continuano ad aumentare: oggi siamo a 2.605 positivi, con 417 guariti e 19 morti. Un dato preoccupante è quello relativo ai test: su circa 20.000 test, 2.605 risultati positivi rappresentano la percentuale (molto alta) del 13%.

Proseguiamo, come diocesi e come Caritas, il lavoro di lotta al virus. In questi giorni stanno partendo i camion con secchi e materiale per il lavaggio delle mani. E continua la fabbricazione locale di mascherine.

E, per fortuna, i bambini ci risollevano un po’ il morale. Come Jonas, che si è costruito una maschera di carta…




Pseudo mascherina da gioco
Masque à jouer


Materiale per la lotta al covid19
Materiel pour la lutte au covid19

Maschere
Masques

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giovedì 11 giugno 2020

Da 1.288 a 2.044



 

Da 1.288 a 2.044

Purtroppo la cronaca della settimana è ancora segnata dall’aumento dei casi di Coronavirus. In una settimana sono aumentati di 800 unità, passando da 1.288 casi a 2.088.

E continua il nostro impegno per cercare di contrastarlo! Abbiamo appena concluso le formazioni per i 50 animatori, previsti nel progetto in collaborazione con la Caritas degli USA (CRS). Venerdì e sabato erano in formazione a Bozoum gli animatori di Bozoum e di Bossemptele, mentre martedì e mercoledì era il turno di quelli di Bohong, Bocaranga, Ndim e Ngaundaye.

Proprio per organizzare quest’ultima formazione, lunedì pomeriggio sono andato a Bocaranga. Lo stato delle strade continua a peggiorare: ci vogliono quasi 4 ore per percorrere 125 km. E oltre Bocaranga, la strada è ancora peggio!

Martedì sono andato rapidamente a Ngaundaye (80 km da Bocaranga) e poi a Ndim, per rientrare la sera. Queste visite mi permettono di avere un’idea della situazione, e di cercare di trovare qualche soluzione. Ad esempio a Ngaundaye, villaggio alla frontiera, hanno ricevuto solo 25 test rapidi per il Covid19… Ed è una zona di passaggio da e per il Camerun (il paese vicino che ha quasi 9.000 persone contagiate).

Mercoledì mattina abbiamo concluso la formazione, e sono partito per Bouar.

Ma c’era molta, molta tensione, perché uno dei (tanti) movimenti ribelli, chiamato 3R, aveva attaccato, durante la notte tra lunedì e martedì, un campo militare a Bouar. Stranamente, lungo i quasi 600 km percorsi in questi giorni, ho visto meno di una mezza dozzina di uomini armati…

A Bouar ho potuto vedere parte del materiale che abbiamo comprato, con l’aiuto della CEI e della Caritas Italiana, per alcuni ospedali. Purtroppo la chiusura di frontiere ed aeroporti rende molto difficile l’arrivo del materiale di protezione e di cura. Ma, con l’aiuto di Dio, ce la faremo!




Bozoum



Ngaoundaye


Formazione a Bocaranga
Formation à Bocaranga



Sapone e materiale per la lotta al Covid19
Savon et materiel de protection pour la lutte contre le Covid19




giovedì 4 giugno 2020

Formazione, formazione, formazione


Andando al lavoro nei campi
Depart vers les champs pour le travail



 

Formazione, formazione, formazione

 

La stagione delle piogge avanza, e per la gente è tempo di lavoro. Di tanto lavoro nei campi: la semina di arachidi, mais, fagioli e tuberi vari, e il rinnovo della coltura della manioca. Ogni giorno molta gente parte, all’alba, e raggiunge i campi, situati a qualche km dalle case. Il lavoro si protrae per tutta la giornata, e la gente rientra alla sera, con qualche frutto, qualche prodotto dei campi, un po’ di legna.

Il numero dei casi di coronavirus in Centrafrica aumenta inesorabilmente: questa sera siamo a 1.288 persone colpite dal virus. Si registrano anche i primi 4 morti.

Per fare fronte alla pandemia ci stiamo muovendo un po’ tutti. Questa settimana sono stato a Bouar, dove abbiamo iniziato la formazione per la Caritas. Mercoledì e giovedì è stato formato il personale, e venerdì e sabato iniziamo la formazione di 50 animatori delle 12 parrocchie della diocesi. Saranno loro ad andare nei quartieri e nei villaggi e formare, informare e sensibilizzare la popolazione sui rischi del virus e sulle misure di protezione. Nei prossimi giorni arriveranno anche secchi e sapone per creare dei punti per lavarsi le mani (in un paese dove un rubinetto con l’acqua corrente è quasi un’utopia). E questo grazie alla disponibilità e generosità di tante persone e istituzioni, in particolare di CRS, una delle Caritas degli USA.

E sempre a proposito di generosità, grazie alla Chiesa Italiana (con la CEI e la Caritas italiana), abbiamo ordinato il materiale di protezione e di terapie per 4 ospedali.   Stiamo aspettando che arrivi, nonostante aeroporti bloccati e frontiere chiuse.

Ma la solidarietà e il buon cuore non si fermano di fronte a dettagli come questi.






Formazione personale Caritas a Bouar, progetto Covid19 con CRS
Formation du personnel Caritas à Bouar, projet Covid19 avec CRS



Seminario Yolé Bouar
Séminaire Yolé - Bouar