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venerdì 26 dicembre 2025

Buon Natale!

 

 

Buon Natale!

26 dicembre 2025

 

Buon Natale!

Rientro ora da alcuni giorni passati nei villaggi, a circa 200 km da Bangassou.

Anche qui, nonostante tutto, sono giorni molto intensi.

Tra giovedì 18 e domenica 21 dicembre la diocesi ha organizzato il Giubileo dei catechisti. Sono stati giorni di formazione e scambio, con circa un centinaio di catechisti (quelli più vicini). Qui in Centrafrica la figura del catechista è fondamentale. I sacerdoti sono pochi, e nei villaggi il catechista guida la preghiera della domenica e dei giorni feriali, fa il catechismo, e accompagna la comunità. Uno di loro, Zachèe, celebra 50 anni di servizio qui a Bangassou.

Domenica 21, in mattinata celebro la Messa nella parrocchia di Tokoyo, e in pomeriggio passo a portare gli auguri alle nostre "perle" i bambini del Centro orfani, e gli anziani della Casa Espoir.

Non sarò con loro il giorno di Natale, quando riceveranno qualche dono, e un buon pasto festivo, gli porto un po' di cioccolata, ed iniziano così a fare Natale!

Lunedì pomeriggio parto per il Nord, a Bakouma e poi a Nzacko, il giorno dopo.

Tra Bakouma e Nzacko ci sono 60 km, ma ci vogliono 3 ore per arrivarci.

E viaggiamo con 2 paure: quella per la macchina (che si spegne spesso), e quella per i ribelli, che 4 giorni prima hanno bloccato la strada e rapinato i passanti…

Ma riusciamo ad arrivare a Nzacko, senza brutti incontri.

Porto con me anche dei teli, che servono a coprire la scuola materna. Questa era stata distrutta nel 2017, insieme alla chiesa, all'ospedale e alla canonica. Anche questo, è un cantiere e un'opera da realizzare!

Il 24 dicembre, mercoledì sera, alle 19, celebro la Messa della Notte di Natale: qualche rara luce, ma molto calore per questa comunità che accoglie 9 nuovi battezzati, e che, nonostante la guerra, è rimasta salda nella fede. E anche qui esplode il canto del Gloria, come a Betlemme 2000 anni fa!

Il 25 dicembre partiamo prima delle 5 di mattina, perché dobbiamo arrivare a Bakouma in tempo per la Messa.

Anche qui ci sono 13 battesimi: in genere, il giorno di Natale, si celebrano quelli dei bambini, mentre a Pasqua è il momento dei ragazzi, dei giovani e degli adulti.

E' una Messa molto bella, in una cappella di pietra.

Mentre celebriamo, si sentono spesso le grida della campagna elettorale: sono ormai gli ultimi giorni, perché il 28 dicembre si vota per il Presidente, il Parlamento, il Consiglio Regionale e i Comuni.

Rimane alta la tensione, e c'è poco spazio per chi non è del partito al potere.

Ma rimane la speranza e la fiducia nel buon senso!


 

Formazione dei catechisti
Formation des catéchistes
Formación de catequistas



I bambini del Centro orfani Maman Tongolo
Les enfants du Centre des Orphélins Maman Tongolo
Los niños del orfanato Maman Tongolo

La campagna elettorale
La campagne éléctorale
La campaña electoral


La scuola materna di Nzacko, ora!
L'école maternelle de Nzacko, maintenant!
Escuela infantil en Nzacko, ¡ahora!




Bakouma





 

 

giovedì 18 dicembre 2025

I "piedi belli" dei messaggeri di pace

 

Zemio

I "piedi belli" dei messaggeri di pace

18 dicembre 2025

 

"Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace" (Is 52,7).

Così scrive Isaia, e così ripeto stasera!

Sono appena rientrato da Zemio, dove per 2 giorni e mezzo abbiamo cercato di seminare pace.

Qui in Centrafrica nel 2012 un vescovo, un pastore e un imam hanno iniziato la PIATTAFORMA DEI LEADERS RELIGIOSI. Il Cardinal Dieudonné Nzapalainga, il pastore Nicolas Guerekoyame e l'imam Kobineavevavo capito, ancora prima della guerra, che era necessario unirsi per evitare la guerra. Ed hanno iniziato ad andare dappertutto dove c'erano scontri e conflitti, per ascoltare e cercare soluzioni in vista della pace.

Dopo il pellegrinaggio a Nyakari, il 9 dicembre ero partito a Bangui proprio per questo. Avevo spiegato il problema di Zemio, dove, da maggio, gli scontri tra ribelli ed esercito e mercenari russi hanno causato morti, violenze, stupri, sparizione di gente, e decine di migliaia di rifugiati.

E la Piattaforma ha accettato di venire a Zemio prima di Natale, nonostante gli impegni.

La MINUSCA (i Caschi Blu) sono riusciti ad organizzare il viaggio, e martedì mattina accolgo il Cardinale, il Pastore e l'Imam, e insieme a un sacerdote di Bangassou, Alain Zembi, partiamo verso Zemio.

Quando arriviamo a Zemio, c'è una piccola folla che ci aspetta: musulmani, protestanti e cattolici. Per la città è un avvenimento unico, e c'è molta speranza in questa missione!

Salutiamo la gente, e il pastore cita proprio Isaia: "Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace", e partiamo verso la parrocchia. La città porta tutti i segni della guerra e della distruzione.

Tutta la regione è segnata dall'abbandono. Da ormai più di vent'anni è teatro di violenze e combattimenti: prima con la LRA ( Lord's Resistance Army -Esercito di Resistenza del Signore, dall'Uganda; poi la Seleka, e ora gli Azande ani kpi gbe). Lo Stato fa poco, e con molta diffidenza verso l'etnia locale: le strade sono disastrose, e gli insegnanti, gli infermieri inviati qui non vogliono più venire.

Appena arriviamo ci mettiamo subito al lavoro, con una serie impressionante di incontri e riunioni, per permettere a tutti di parlare e di denunciare quanto hanno subito.  Sono testimonianze impressionanti! Incontro la mamma di un seminarista, e mi racconta che il papà è sparito: in maggio è stato arrestato dalla Gendarmerie, e non sanno dove e come sia stato ucciso.

Il liceo statale aveva 992 alunni l'anno scorso, e ora sono 180! Ma quando ero passato il mese scorso erano 72!

C'è molta paura, e la popolazione è praticamente prigioniera: delle autorità centrafricane e congolesi, dei militari, dei mercenari russi e dei ribelli.

Incontriamo le donne, i giovani, le autorità, i militari russi, la Minusca, e le varie confessioni religiose: il messaggio è sempre lo stesso: solo con la pace la vita è possibile, e un futuro si può aprire.

Sono momenti molto intensi e richiedono grande impegno.

Sappiamo che una sola visita non è sufficiente. E che non possiamo risolvere tutti i problemi. Ma con l'ascolto, il dialogo e molta preghiera (da parte di tantissime persone, in Centrafrica e altrove), la Pace è possibile.

Oggi, giovedì, passiamo ancora a visitare ed ascoltare la comunità musulmana, e poi andiamo all'aeroporto. E qui troviamo una prima buon notizia: sono arrivati militari nuovi, che sostituiranno il contingente attuale, ormai stanco e demoralizzato.

Speriamo!

 

 


Bandoufou