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mercoledì 11 dicembre 2013

Speranza, paura, speranza...






Lunedì
In serata arrivano i nostri! Sono i militari camerunesi della FOMAC (la Forza Militare dei Paesi dell'Africa Centrale). 20 soldati, molto professionali.
Mettono in sicurezza la concessione della Missione, che accoglie ormai 4.500 rifugiati. Poi partono a vedere i ribelli della Seleka. Li informano che faranno delle pattuglie in città, e la Seleka non è d'accordo. La FOMAC dice che non importa: loro faranno la pattuglia ugualmente. Allora la Seleka pretende di fare le pattuglie insieme, e la FOMAC dice di no… Alla fine la Seleka deve accettare…
Martedì mattina vado all'aeroporto a portare una donna ferita dalla Seleka venerdì: l'aero della Croce Rossa la porta a Paoua, dove Medici senza Frontiere se ne occuperà.
Nel frattempo la FOMAC fa una riunione con le autorità, l'Imam e la Seleka. La Seleka pretende che la gente rifugiata alla Missione rientri nei quartieri. E loro assicurerebbero la sicurezza!!!!!!!
Vogliono incontrare la popolazione alle 14. Io rifiuto di farli entrare in Missione, e non voglio che pralino alla popolazione, ma che la popolazione gli parli… Accetto di fare un incontro con una dozzina di rappresentanti dei rifugiati, in una casa dall'altra parte della strada.
Alle 14 siamo tutti presenti. Ma la Seleka non arriva. Aspettiamo un po' poi ci mettiamo d'accordo di non aspettare oltre le 14h 30. Alle 14h 25 il "colonnello" telefona, dicendo che si era addormentato, e che adesso può venire… Gli diciamo di no, perché ormai noi siamo partiti, e che può venire l'indomani alle 8h 30. Insiste, ma gli diciamo di NO.   I delegati dei rifugiati, quando sentono che rifiutiamo di aspettare il colonnello, applaudono! È importante che la gente inizi a prendere coscienza della propria dignità, e che esiga il rispetto.
In città c'è un po' meno di tensione e un po' meno armi…
Dopo la riunione mancata, parto con la Croce Rossa per recuperare un altro cadavere. Rientrando, incrocio dei giovani armati di bastoni e machete. Mi fermo, e gli chiedo perché vanno in giro armati. Mi dicono che hanno paura degli anti-balaka (milizie spontanee che attaccano la Seleka ed i musulmani). Gli dico di restare tranquilli e di non circolare armati.
Alle 20h30 mi informano che ci sono gli anti-balaka in città…Prendiamo qualche precauzione, e poi andiamo a dormire… e finalmente la notte scorre tranquilla.
Mercoledì
Questa mattina avevamo la riunione alle 8h 30. Sorpresa: il “colonnello” Yahaya della Séléka arriva 5 minuti prima… Ha capito la lezione di ieri. Arriva con il “colonnello” Ibrahim, e con 10/15 (il suo nome di battaglia…), e la loro scorta (armata più di gris-gris (amuleti) che di armi…).
Le persone sono molto numerose… e i delegati cominciano a parlare. Manifestano la loro paura, i timori e la mancanza di sicurezza. Questa notte stessa, i Seleka hanno bruciato due case e rubato un telefono… Le donne sono molto più coraggiose degli uomini! Una donna parla: i Seleka hanno ucciso suo marito venerdì scorso…. lei ha 7 figli piccoli, e più niente! la sua testimonianza fa scendere molte lacrime…
Dopo… prendo la parola io. Finalmente! Sono mesi che aspetto il momento di gridare e denunciare quello che fanno quelli della Seleka e di dirgliene 4, o 8, e magari anche 16… In più … ho del pubblico, e mi lancio.
I Seleka pretendono che i rifugiati (che sono ormai 4.500) rientrino a casa. Ma non c’è alcuna garanzia. Dico che il problema non sono i mussulmani, ma loro, quelli della Seleka. Sono loro che uccidono, che buttano i cadavere nei fiumi, che sono perfino arrivati a denunciare me e  la Croce Rossa perché siamo andati a cercare i cadaveri per seppellirli. E’ la Selekà che arresta la gente, che la tortura. E’ la Seleka che minaccia (e dico a “10/15”: “sei tu che in Municipio hai urlato contro il Padre, che denuncia i vostri crimini, e tu hai detto che saresti venuto ad abbattermi”). È  la Seleka che picchia e che ruba. Che mette le barriere, sotto il pretesto di proteggere la gente: la verità è che voi taglieggiate la gente, voi rubate, e voi non proteggete altro che le vostre tasche…
Gli ho detto anche che, dopo aver fatto fuggire le persone, che si sono rifugiate a Bozoum da agosto (sono più di 8.000),  pretendono soldi dai camion con i viveri del PAM, che sono obbligati a pagare per entrare in città… Ho detto: “Voi volete che loro rientrino a casa… ma questa notte avete bruciato due case, avete rubato un telefono… come potete pensare che le persone si fidino?”.
Gli ho spiegato che noi abbiamo aperto le porte a tutti, ai cristiani come ai mussulmani. Che noi diamo i viveri alle persone che sono alla Missioni ma anche ai 2.200 Peuls che sono rifugiati nella Moschea… Noi non abbiamo problemi con i mussulmani. Il problema … siete voi della Seleka.
I Seleka hanno risposto… vedremo. Dopo la riunione mi sono trattenuto con loro… e mi sembra abbiano capito … vedremo!
Subito dopo parto per andare a trovare i Peuls che sono fuggiti dai villaggi e dai quartieri. Erano 2.200, ma ce ne sono altri che stanno arrivando… Sono contenti di vederci, e condividiamo la loro sofferenza. Hanno paura perché gli anti-balaka li hanno attaccati (ci sono dei feriti), ed è per questo che sono armati.  Incontriamo anche l’Imam, un amico, e ci salutiamo con gioia. Ne approfitto per dire a tutti che noi non abbiamo niente contro i Mussulmani, che abbiamo bisogno di vivere insieme nella pace. E’ un bel momento…. Invito l’Imam alla missione per parlare ai rifugiati. Accetta e si farà.
Dopo la visita, rientro e spero che da qui a domani si possa invitare la gente a ripartire…. se i Selekà rispetteranno le condizioni: smettere le estorsioni e le violenze…
Alle 16 parto per incontrare il “colonnello” Yahaya della Seleka, con il Segretario della prefettura. E’ un tipo calmo, e riprendo la discussione di questa mattina: le persone non rientreranno fino a che la Seleka continuerà a rubare, uccidere, torturare… Si discute bene, e spero che ascolti. Vedremo le prossime notti e i prossimi giorni se vorranno cambiare o no.
Passo a cercare l’Imam,  e con lui torniamo alla Missione per incontrare i rifugiati. Lo presento e spiego alla gente la paura dei nostri fratelli mussulmani, attaccati dagli anti-balaka e insisto sulla volotnà di rispettare tutti e ciascuno e di tornare a vivere insieme nella pace. Do la parola all‘Imam che invita a tornare nei quartieri. Ma le persone hanno ancora paura… ci vorrà del tempo, molto tempo e molto lavoro per tornare alla pace vera.












lunedì 9 dicembre 2013

Sabato e domenica "da rifugiati"






La situazione a Bozoum continua ad essere tesa e difficile.
Sabato è stata una giornata quasi calma, che ci ha permesso di organizzare un po' le cose: bisogna occuparsi della sistemazione (in 35 sale della Missione, scuole comprese), dell'igiene, del cibo, della sicurezza. Ma nell'insieme c'è una bella atmosfera. Per i bambini è un po' una gita, mentre gli adulti, al di là dei sorrisi, sono preoccupati.
Sabato sera la FOMAC (la Forza Multinazionale dell'Africa Centrale) mi aveva detto che probabilmente sarebbero venuti, invece niente.
Domenica mattina abbiamo celebrato la Messa, poi verso le 11c'è stato un fuggi fuggi generale: girava voce dell'arrivo dei ribelli della Seleka qui alla missione....
I rifugiati stamattina sono circa 3000, ma ne arrivano continuamente altri dalla città e dai villaggi. Domenica mattina ci sono stati scontri sulla strada di Bocaranga, a 15 km, con 2 seleka morti. Ci sono molti peuls che sono arrivati. Sono nomadi che si occupano di allevamento. Sono oltre 2.200, e stiamo organizzando per portargli dei viveri nei 3 siti dove sono rifugiati.
Sempre domenica, verso le 12h 45 sento qualche sparo. Corro a vedere, la gente è tranquilla: ho saputo in seguito che in centro avevano sparato a un giovane...

Alle 15 sono partito per la seconda volta con la Croix Rouge, e siamo andati a recuperare 7 cadaveri per poi portarli in una fossa comune.... Con quelli del giorno prima fanno 12 persone: a parte un ribelle degli anti-balaka, gli altri sono civili che si nascondevano in casa per paura...
Passando in città si vedono solo musulmani e peuls con fucili, archi, coltellacci, machettes... C'è molta tensione e paura, e temo che possa degenerare in un massacro.
Qui alla Missione abbiamo messo un paio di barriere, e non lasciamo girare nessuno con machettes o bastoni...
Oggi, lunedì, ci sono state ancora minacce, e la vigilanza è più forte. Speriamo in un inervento dei militari della FOMAC o dei Francesi…
Questa mattina, passando, incontro alcuni alunni musulmani del nostro Liceo. Sono contento di vederli e loro anche. Sono molto dispiaciuti di questa tensione. Li invito a venire in pomeriggio per una partita… Un piccolo segno di speranza.













venerdì 6 dicembre 2013

(brutte) nuove da Bozoum



Ieri giornata di fuoco a Bangui, con spari e molti morti (oltre 300, pare).
Anche qui a Bozoum molta tensione. In serata ci sono stati un paio di spari, e subito un po' di gente dei quartieri più vicini sono venuti qui alla Missione a passare la notte…
Dopo una notte calma, questa mattina verso le 9h 30 ci sono stati degli spari. I bambini della scuola elementare ed i ragazzi della scuola media erano molto agitati. Sono passato in classe, abbiamo preso le dovute precauzioni. Poi, dopo aver avuto conferma che era un falso allarme, i ragazzi sono andati a casa.
Alle 12.45, altri spari. Ma questa volta sono tanti, in varie direzioni, e anche colpi di armi pesanti. Gli anti-balaka, milizie di gente che ha perso quasi tutto a causa della Seleka, ha attaccato la città. Subito c'è un fuggi fuggi, e tanta gente arriva alla Missione.
Verso le 16 facciamo una riunione per dare qualche direttiva ed organizzare la permanenza (sicurezza, igiene, acqua, sistemazione per la notte, ecc).
Sono almeno 3.000 persone qui, e non so se ne arriveranno altre in serata…
Purtroppo ci sono stati dei morti e alcuni feriti…
Speriamo e preghiamo che la situazione si calmi e che la pace possa tornare…








sabato 30 novembre 2013

Polvere di stelle










Domenica 24 novembre abbiamo celebrato la chiusura dell'Anno della Fede. Dopo una settimana di preparazione (con catechesi sul Credo, seguite da circa 300 persone), domenica mattina ci siamo ritrovati in città, dove erano convenuti in processione i fedeli dei 4 settori di Bozoum. E alle 8h00 siamo saliti insieme verso la Chiesa. Tanta gente e tanta gioia per questo Anno che ci ha permesso di riscoprire la Bellezza della Fede, e di ricordarci ancora una volta che "chi segue Gesù Cristo, l'uomo perfetto, diventa anch'egli più uomo", come dice il Concilio Vaticano II (GS 41).
Lunedì sera ricevo la notizia che l'Ambasciata d'Italia a Yaounde (Cameroun) è pronta per rilasciare il visto a Hyppolite, il ragazzo di Bozoum che è rimasto paralizzato per una caduta in classe. Martedì mattina passo a scuola per dirglielo... ed è felice! qui il video dell'annuncio!  https://www.dropbox.com/s/hk891lxgtkeiur8/Hyppolite.MP4
Martedì è passata una missione delle Nazioni Unite, che si occupa dei diritti dell'uomo, e li ho fatti incontrare con alcune delle vittime delle torture della Seleka…
Mercoledì invece mi sono messo in pista (ed è il termine esatto! 700 km di semi-strade, con buche, pietre e polvere a non finire!).
Mercoledì:  Bozoum – Bocaranga – Ndim – Ngaundaye
Giovedì: Ngaundaye – Bocaranga – Bohong – Bouar
Venerdì: Bouar – Baoro – Bossemptele – Bozoum
Scopo della tournée era di incontrare le varie parrocchie per avere un'idea della situazione e capire quali sono i bisogni della gente, per  preparare un programma con la Caritas per il 2014.
Dappertutto la situazione è molto tesa. I ribelli Seleka sono dappertutto, e ci sono barriere in ogni villaggio un po' grosso. Un po' dappertutto continuano i saccheggi, le violenze, le torture e la detenzione arbitraria delle persone.
In questi giorni l'ONU sta prendendo delle decisioni importanti, e la Francia e l'Unione Africana stanno preparando un intervento militare… e speriamo che possano risolvere la situazione. Ma nel frattempo, c'è molta tensione e paura!
Durante la tournée ho fatto delle riunione (alle ore più impossibili, tipo le 7.30 di mattina, o le 13, o alle 17) ma è bello vedere la preoccupazione di tanti Padri, di tante Suore, e di tanti laici che si prendono cura di tutti quanti sono in difficoltà, senza curarsi se siano cristiani o musulmani, centrafricani o stranieri…
È anche questa una lezione, nel momento in cui il paese sembra affondare nella tensione.
E venerdì sera, dopo 700 km, dopo un sacco di polvere e buche, e una bucatura, rientro a Bozoum, "a riveder le stelle", come diceva Dante…













sabato 23 novembre 2013

Fede, Speranza e... scuole


Siamo a fine novembre. Il Centrafrica inizia a destare un po' di attenzione, e, finalmente anche un po' di preoccupazione. A 8 mesi dal colpo di stato, la situazione continua ad essere molto tesa. Gli atti di violenza, le uccisioni, le torture, i saccheggi, i rifugiati non si contano più.
Mentre aspettiamo le decisioni dellì'ONU, dell'Unione Africana e della Francia circa un intervento militare nel paese, un po' dappertutto si nota molta tensione e molta paura.
I ribelli della Seleka qui di Bozoum continuano con le loro minacce e con le loro azioni violente. Lunedì mattina si è presentata una persona, arrestata, detenuta per 2 settimane e torturata in modo orribile: ha ustioni di 3° grado sul viso, torace e braccia…
Mercoledì mattina sentiamo alcuni spari. Vengo poi a sapere che i ribelli hanno sparato in pieno quartiere ad un ragazzo, colpevole solo di aver protetto sua nonna e di essersi opposto ad un commerciante che la voleva picchiare, perché un ladruncolo si era nascosto nel quartiere. Per fortuna è stato colpito da una sola pallottola, che non ha fatto molti danni, ed è riuscito a scappare…
Le scuole di Bozoum sono aperte, e ormai più di 10.000 bambini frequentano le scuole elementari della città. Anche i bambini rifugiati sono a scuola. Grazie all'aiuto della Repubblica Ceca, continuiamo a portare bic e quaderni per distribuirli agli alunni. Anche una televisione francese, France 24, si è interessata ed ha pubblicato un articolo, e prossimamente ci sarà una trasmissione su questo fatto, che è unico in Centrafrica: le scuole sono aperte! (http://observers.france24.com/fr/content/20131122-centrafrique-ecoles-insecurite-rentree-classe-bozoum-seleka-deplaces)
Per incoraggiare i genitori a mandare i bambini a scuola, le Nazioni Unite hanno mandato i viveri, che i genitori si organizzano per cucinare e distribuire durante la ricreazione…
In questi giorni celebriamo anche la chiusura dell'Anno della Fede. Da martedì, ogni pomeriggio  oltre 300 persone si sono radunate per riflettere sulla Fede, sul Credo. È impressionante ritrovarci di fronte a parole che da secoli rappresentano la Fede della Chiesa. Che da secoli uniscono ed esprimono quanto di più bello ci possa essere nella vita di un uomo: la Fede Cattolica.
Chesterton diceva che la Fede è "qualcosa di troppo bello per essere vero, ma che è vero!".