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venerdì 14 agosto 2020

Atterraggio, non troppo morbido!


Partenza da Nizza
Au depart de Nice
 

Atterraggio, non troppo morbido!

Eccomi a Bozoum.

Gli ultimi giorni prima di partire dall’Italia sono pieni di amicizia, affetto, e tanti saluti. Ho avuto un po’ di tempo per stare con i miei, ma salutare gli amici, e soprattutto la mamma e la famiglia, è sempre difficile (nonostante sia dal 1974 che parto: o per il seminario, o per l’Africa).

Lunedì mattina saluto la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria a Cuneo, che mi riserva sempre grande affetto e molta preghiera. E in pomeriggio scendo ad Arenzano e poi a Nizza insieme alla mia carissima sorella Marisa e a suo marito, Flavio. Dato che l’aereo per Parigi partirà martedì mattina alle 6.20, ci regaliamo qualche momento insieme.

Martedì si parte. I voli sono regolari, e da Parigi raggiungo Bangui alle 15.20. C’è molta gente sull’aereo, e molta confusione a Bangui, in aeroporto, nonostante il problema del Coronavirus…

Dopo la notte con i confratelli del Carmel, a Bangui, mercoledì parto per Bozoum. Purtroppo, dopo 250 km, perdo il controllo dell’auto, che esce di strada e si ribalta. I danni alla macchina sono ingenti, ma, grazie a Dio, non abbiamo ferite e non abbiamo colpito nessuno. Usciamo dai finestrini della macchina, rovesciata su un fianco, e non possiamo che ringraziare Dio perché siamo sani e salvi. A parte la macchina!

Riesco a chiamare la nostra comunità di Baoro, a 140 km. Hanno una scuola di meccanica, e mi mandano meccanici e macchina. Nel frattempo, grazie a un camion di passaggio, siamo riusciti a mettere la macchina sulle ruote e spostarla sulla strada. Il meccanico arriva dopo  3 ore, e riesce a far ripartire l’auto (l’unica zona abbastanza indenne è proprio quella del motore).

Ripartiamo, e riesco ad arrivare a Bozoum alle 23.

La voce dell’incidente, qui in Africa, si spande rapidamente: sia la sera che l’indomani ricevo chiamate di tante persone che mi chiedono come sto e che si preoccupano.

Giovedì 13 è il 60° anniversario dell’Indipendenza del Centrafrica: una data importante. Da un lato, non manca l’amarezza per un paese ricco e benedetto, che vive in estrema povertà. Dall’altro lato, serve amore e speranza perché questo paese cambi e decolli.

E la festa di domani, 15 agosto (Maria Assunta in cielo), ci ricorda che ogni uomo e ogni donna sono degni delle più grandi cose. Perché Dio ci ama. E perché siamo capaci di amare.


Cuneo, Viale Angeli






Bozoum


 

 

2 commenti:

Unknown ha detto...

Per fortuna solo danni materiali, ma a quelli c'è rimedio

Anonimo ha detto...

Dio vede e provvede