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venerdì 22 giugno 2018

Un nuovo sacerdote, Sant’Antonio, e fine dell’anno scolastico.2



fra Christo, con i suoi genitori
le frère Christo, avec ses parents


Un nuovo sacerdote, Sant’Antonio, e fine dell’anno scolastico.2
Venerdì scorso parto da Bozoum, in mattinata, insieme a p.Davide e a Federico. Vado a Bouar per una grande festa: sabato 16 giugno un nostro giovane carmelitano centrafricano, fra Christo Nganamodei, diventa sacerdote.
Entrato in Seminario nel 2000, dopo un lungo cammino arriva finalmente questo grande giorno. Il Vescovo di Bouar, Mons. Mirek Gucwa, è anche lui emozionato: è la sua prima ordinazione sacerdotale!
A Bouar trovo p.Saverio, il nostro superiore Provinciale, e p.Pavel e p.Anastasio, che sono venuti apposta da Praga. Sono presenti i nostri giovani e tutte le comunità.
La celebrazione si svolge nella bellissima chiesa del convento di Sant’Elia. Accompagnata dai canti dei ragazzi del Seminario, la partecipazione alla Messa della gente (numerosa, dentro e fuori) è molto intensa.  Dopo l’invocazione dello Spirito Santi, il Vescovo chiede a fra Christo se intende rispettare gli impegni del sacerdozio. Poi fra Christo si stende a terra, e insieme preghiamo Dio, chiedendo l’intercessione dei Santi. Il Vescovo poi impone le mani, seguito dai sacerdoti: è un gesto antichissimo, che risale agli Atti degli Apostoli. E fra Christo è ormai sacerdote!
In pomeriggio devo subito rientrare a Bozoum. Domenica 17 celebriamo la festa di Sant’Antonio, patrono di una delle 3 cappelle che ci sono a Bozoum.
E domenica pomeriggio, il piazzale della Parrocchia si riempie degli oltre 1.200 bambini che frequentano le nostre scuole, dalla scuola Materna alle scuole Elementari, senza dimenticare i bambini della Scuola di Alfabetizzazione. È una festa! Ci sono i loro genitori, e tutte le classi sono chiamate sul palco.
Anche quest’anno riusciamo a dare un premio particolare ai 15 migliori alunni di ogni classe: una piccola pianta da frutta! È un’iniziativa che portiamo avanti ogni anno. Il dono della pianta è accolto con grandissimo orgoglio da bambini e genitori: una volta a casa, la pianteranno, e l’albero che crescerà sarà il ricordo di un buon lavoro a scuola.
E le piantine cresceranno!








P.Anastasio con Mgr Mirek

Festa della cappella St.Antoine






leggendo la pagella
lecture du bulletin des notes



giovedì 14 giugno 2018

La fine dell’anno scolastico 1



La fine dell’anno scolastico 1


Anche in Centrafrica il mese di giugno coincide con la chiusura delle scuole.
Rientrato in Centrafrica, sabato mattina parto verso il Nord insieme a p.Davide Sollami (il responsabile della nostra Procura Missioni di Arenzano) e Federico Materazzi (toscano, in visita alle nostre Missioni). Dopo una sosta a Baoro , continuiamo su Bouar, e dopo aver visitato velocemente i confratelli di St.Elie e della Yolé, partiamo per Bozoum, dove arriviamo verso le 18.30, dopo circa 600 km di strada.
Domenica mattina, dopo le Messe, mi chiamano a pregare per un ammalato, nel quartiere vicino alla Missione. Scendendo, mi presentano due gemelline, Luisella e Teresa: erano nate in piena guerra nel 2013, quando la loro mamma era rifugiata alla Missione. Stanno bene e sono cresciute!
Domenica pomeriggio c’è la festa del Centro per orfani Arc en Ciel: gli oltre 200 bambini si scatenano in danze e recite. Nei prossimi mesi saranno con le loro famiglie, cui daranno un aiuto anche per il lavoro dei campi, che durante la stagione delle piogge assicurano il grosso del cibo per tutto l’anno.
Martedì invece iniziamo la conclusione dell’anno scolastico per i ragazzi e le ragazze delle Medie e Liceo della nostra  scuola St.Augustin. Il primo atto è il Consiglio dei Professori, nel quale valutiamo ogni alunno, decidendo anche promozioni e bocciature…
Giovedì pomeriggio consegniamo le pagelle. Per i ragazzi e le ragazze del St.Augustin è un momento importante. I lunghi mesi di studio, di fatiche e di gioie, trovano il coronamento con i voti e le decisioni degli insegnanti.
Per i più bravi, grazie ad alcuni amici, riusciamo ad offrire delle borse di studio. Con queste, gli alunni scelti potranno venire a scuola gratuitamente.
Quest’anno è partita un’altra iniziativa: le borse di studio “rosa”. Le ragazze che si classificano tra i primi 6 della classe, ricevono anche loro una borsa di studio, che copre le spese di iscrizione del prossimo anno. È un modo per incoraggiare le ragazze a lavorare ed impegnarsi. Per le ragazze, la vita è molto più dura (i lavori in famiglia, le responsabilità, ecc), e cerchiamo di aiutarle ad ottenere il massimo a scuola.
 







danza
danse

Luiselle et Thérèse, née en 2013 pendant la guerre...




le borse di studio "rosa"
les bourses d'étude pour les meilleures élèves



giovedì 7 giugno 2018

Dar es Salaam

la cattedrale di Dar es Salaam

Dar es Salaam
Dopo qualche giorno dal ritorno a Bozoum, sono di nuovo in viaggio.
Domenica 3 giugno ho celebrato le Messe in parrocchia, e così ho potuto incontrare la “mia” gente. Tornare a Bozoum, significa anche riprendere con le belle celebrazioni liturgiche, ricche di canti, danze, ascolto e partecipazione.
A fine mattinata  parto per Bangui. La strada (400 km) peggiora continuamente, ed ormai ci vogliono circa 7 ore per arrivarci. Lunedì mattina parto verso la Tanzania: 3 ore di volo fino a Nairobi, cambio aereo e arrivo a Dar es Salaam, la capitale, intorno alle 9 di sera.
Qui mi accolgono le suore indiane della Congregation of the Mother of the Carmel, la prima congregazione femminile fondata in India nel 1866 da S.Ciriaco Chavara e dall’italiano p.Leopoldo Beccaro, carmelitano, fondatore, in seguito, del convento di Arenzano.
Con le suore indiane collaboriamo in Centrafrica dal 1991, e la mia visita è un atto di gratitudine per quello che fanno nel nostro Seminario della Yolé, nel dispensario, nelle scuole.
Sono qui perché giovedì 7 giugno 3 giovani (di Tanzania e Kenya) finiscono il noviziato e fanno la prima Professione religiosa: promettono a Dio di vivere in castità, povertà ed obbedienza.
Alle 8 ci troviamo nella cappella della comunità, dove le famiglie di queste tre ragazze le affidano a Dio. Sono tutte e tre vestite da sposa!
Alle 9.30 inizia la celebrazione della Messa in una parrocchia vicina: ci sono una ventina di sacerdoti, le famiglie e molte suore della Congregazione, venute da tutte le case  dei paesi dell’Africa in cui lavorano  (Sudan, Centrafrica, Tanzania, Kenya, Sudafrica, Malawi).
Dopo l’omelia, le 3 novizie emettono, nelle mani della Superiora Generale, la loro Professione. E poi ricevono l’abito nuovo, che rivestono come segno della loro nuova vita di consacrate.
La liturgia dura circa 3 ore, con canti e danze, il tutto in Swahili, la lingua che accomuna molti paesi dell’Africa dell’Est.
Segue il pranzo, semplice e ben curato, e in serata sono invitato alla festa, nella quale tutte le comunità della Congregazione portano qualche semplice dono, e si esibiscono in danze e sketch.
È proprio bello vedere come donne di paesi diversi (India e Africa, Kenya, Malawi, Sudan, Tanzania), di età e formazioni diverse, possano vivere con gioia la loro consacrazione. Lo swahili si alterna all’inglese e al malayalam (la lingua del Kerala –India), ma la gioia che risplende su questi volti è unica, ed è la gioia del Risorto.

















venerdì 1 giugno 2018

Ritorni a casa



Aeroporto di Parigi

Ritorni a casa
Partire è una costante per tanti, e per un missionario lo è in modo particolare.
Dopo qualche settimane in Italia, eccomi di ritorno a Bozoum.
Il tempo è volato. Tra viaggi, riunioni, incontri, serate (ma anche cene e caffè o cappuccini), ho potuto incontrare tantissime persone, comunità, parrocchie, associazioni, scuole, università,  TV e giornali. E sempre ho scoperto con gioia grande interesse e molta simpatia  per il Centrafrica, per la Missione, per Bozoum.
Partire con la carica ricevuta da tante persone è un impegno ed un dono importante! Dono perché c’è molta stima e affetto. Impegno perché non arrivo a Bozoum da solo, ma portato da tante persone che sostengono, lavorano e pregano per Bozoum.
Martedì mattina, 29 maggio, la sveglia suona alle 2.30 di notte: una mezz’oretta dopo sono in macchina con Paolo, che mi accompagna. Passiamo a prendere Marisa, mia sorella, e alle 3.10 partiamo da Cuneo, sotto la pioggia, verso Torino. Alle 4.30 siamo in aeroporto,  e dopo aver imbarcato i bagagli, è il momento (mai facile) dei saluti.
Alle 6.05 parto verso Parigi, dove, alle 10.10, continuo su Bangui. Il volo è (finalmente) puntuale, ed arrivo, insieme a Mario Mazzali (impareggiabile tuttofare delle nostre Missioni) a Bangui poco prima delle 16 (ora locale, le 17 in Italia).Recuperiamo tutte le valigie (altro miracolo) e ci avviamo al nostro convento del Carmel, dove troviamo la Comunità.
Celebro la Messa verso le 19. Il Vangelo del giorno è un altro regalo: “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà” (Marco 10,29-31).
Mercoledì mattina parto presto (alle 4.30, perché avevo dimenticato di cambiare l’ora!), ma troviamo chiusa la barriera del km 12 (l’uscita di Bangui), forse a causa della tensione delle scorse settimane. Verso le 5.30 la aprono e partiamo, ed arriviamo intorno alle 12 a Bozoum, accolto dalla gente e dai padri Norberto e Matteo, e dalle suore Annita e Anne Marie.
Il 31 maggio è la festa della Visitazione di Maria a Elisabetta. Chiudiamo il mese di maggio con una messa sul colle Talo, da dove una statua della Madonna veglia e protegge la città.
Benvenuti a Bozoum.



La veranda di Bozoum