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sabato 14 dicembre 2013

lavorando per la pace e la riconciliazione...






Venerdì 13 dicembre
Questa mattina prima delle 6 , ho preso la strada per andare a Bocaranga, nel villaggio di Tatale (50 km) a prendere i feriti dell'attacco degli anti Balaka di Sabato 7 dicembre .
A meno di 15 km da Bozoum , mi sono fermato perché ci sono gli anti Balaka e sono mi stanno aspettando .
Li saluto: è la gente nei villaggi della strada, ci sono studenti , giovani, adulti ... sono oltre 80.
Iniziamo a parlare . Esprimono la loro disperazione per le esazioni dei Seleka e le loro disgrazie da marzo.
Io dico loro che la risposta alla estorsione e la lotta per difendere le loro famiglie e il loro villaggio è una buona cosa , ma non dovrebbe confondere i musulmani e i Seleka . I criminali sono la Seleka . Ci sono musulmani e Mbororos che ne  hanno approfittato , ma è fuori questione attaccare i civili come hanno fatto in Bozoum , provocando la reazione della Seleka ( con più di 20 civili innocenti uccisi ) e dei mussulmani che ora  sono tutti armati .
Capiscono , e chiedo se accettano di partecipare ad un incontro con il colonnello Seleka ... ed accettano ...
Continuo la strada , e in ogni villaggio ci sono anti Balaka . A Tatale , mentre prendiamo i feriti , ho incontrato il comitato di autodifessa , che avevano reagito contro gli anti Balaka che Sabato hanno attaccato i musulmani del villaggio . L'atmosfera è buona , ma ... il Colonnello Yahaya ( Bozoum ) ha venduto kalashnikov ai Mbororos .. e questo complica le cose ...
Torniamo con venti feriti ....

Cercherò di convincere il colonnello a venire domani, disarmato , in occasione della riunione ... speriamo , e speriamo che questo lavoro porti dei frutti di pace...
Sabato, 14 dicembre.
Questo è il grande giorno della riunione con gli anti Balaka (semplici contadini che hanno costituito comitati di vigilantes per proteggere le loro famiglie e beni, esasperati dalle esazioni dei Seleka)-
Alle 08:00 vado in città con il segretario della Prefettura, la Provveditore agli Studi e miei colleghi di Giustizia e Pace. Il colonnello Yahaya di Seleka chiama il suo "stato maggiore" e mi porge il telefono. Dopo aver spiegato il problema, e aver assunto la responsabilità per la sicurezza, si conviene che il colonnello può venire senza scorta (è la condizione che ho richiesto).
Intanto posso convincere alcuni leader musulmani (2 Imam, un capo Mbororo e un delegato dei trasportatori). Faccio fatica a convincerli, ma poi  sono determinati e fortemente motivati ​​(e molto coraggiosi considerando che gli antibalaka sono piuttosto ostili nei confronti dei musulmani e Mbororos, perché alcuni di loro hanno collaborato e approfittato  della presenza della Seleka).
Alla partenza, il colonnello è già sulla vettura quando uno dei Seleka sale con molte armi ... Lo facciamo scendere, ed anche il colonnello decide di non venire... (sol più tardi sapremo che i Seleka sono poi partiti con la loro auto ad alta velocità, per seguirci, ma hanno avuto un incidente e hanno dovuto rientrare. Non riesco a immaginare cosa sarebbe successo se fossero arrivati alla riunione armati...).
Partiamo. Arrivati ​​in paese ... c'è una linea impressionante di uomini armati ... Sono più di 500! Hanno fucili artigianali, fatti con tubi dell'acqua, machete, bastoni ...
Iniziamo l'incontro, e diamo la parola ai leader. E 'impressionante per ascoltare le loro grida di angoscia e sofferenza. Non possono viaggiare, hanno problemi con gli allevatori Mbororos (che sono armati e minacciando molti), sono stati feriti, torturati, violentati, derubati. Hanno perso dei famigliari, uccisi dalla Seleka (uno è stato ucciso e il corpo è stato gettato nel fiume) ...
Sono molto determinati, e lanciano un ultimatum di tre giorni perché la Seleka deponga le armi e lascino Bozoum ... In caso contrario, vogliono entrare in Bozoum ed attaccare i Seleka ...
E così sarà il disastro e la strage (in quanto identificano la Seleka e gli arabi ... sarebbe un massacro della popolazione musulmana, e in risposta un massacro di cristiani ...).
Riconosciamo la validità della loro rabbia nei confronti della Seleka. Cerchiamo di far capire che, anche se alcuni musulmani e alcuni Mbororos nanno collaborato con la Seleka, la maggior parte dei musulmani e Mbororos sono innocenti. Bisognerà anche disarmare Mussulmani e Mbororos, perché il colonnello Yahaya ha venduto dei kalashnikov (almeno 20 ...).
I musulmani che abbiamo portato sono molto saggi, per fortuna. A volte dalla folla ci sono grida contro i musulmani, ma rimangono tranquilli. Parlano, e in primo luogo chiedono perdono per il male che i musulmani hanno fatto e dicono di voler aiutare a far partire la Seleka in modo che possiamo tornare a vivere insieme in pace ...
Abbiamo terminato l'incontro con l'obiettivo di disarmo e di partenza Seleka: ci sono 3 giorni di tempo ... Non sarà facile, ma ci proveremo insieme ... Altrimenti, che Dio ci aiuti!
Il numero di antibalaka questa zona è probabilmente più di 1.000 elementi. Ci sono altri due gruppi principali, e stimiamo il numero totale tra 2.500 e 3.000 persone armate, come minimo-
Se riusciamo a disarmare e rendere Seleka dal movimento anti Balaka è pronto a lasciare le armi ... potrebbe essere un modello, e facilitare la pacificazione del paese.
Alle 15h: riunione con le persone che sono venute questa mattina (Segretario Prefettura, 5 musulmani, io) siamo d'accordo per leggere l'ultimatum al colonnello, e gli diamo 2 scelte:
• La Seleka lasciare Bozoum
• I Seleka, se vogliono restare, devono essere confinati in un unico luogo, e non uscire per le strade con le armi
Chiamiamo il colonnello, che arriva. Gli spieghiamo la gravità della situazione gli leggiamo l'Ultimatum degli anti Balaka, e presentiamo le nostre proposte. E 'chiaro che non sono troppo contenti ...
Chiediamo loro di prendere sul serio le proposte, perché attualmente gli anti Balaka sono molto numerosi e più potenti, e se la Seleka resiste, può essere un massacro per tutti ...
Ci penseranno e alle 11 di  domani ci daranno una risposta.











mercoledì 11 dicembre 2013

Speranza, paura, speranza...






Lunedì
In serata arrivano i nostri! Sono i militari camerunesi della FOMAC (la Forza Militare dei Paesi dell'Africa Centrale). 20 soldati, molto professionali.
Mettono in sicurezza la concessione della Missione, che accoglie ormai 4.500 rifugiati. Poi partono a vedere i ribelli della Seleka. Li informano che faranno delle pattuglie in città, e la Seleka non è d'accordo. La FOMAC dice che non importa: loro faranno la pattuglia ugualmente. Allora la Seleka pretende di fare le pattuglie insieme, e la FOMAC dice di no… Alla fine la Seleka deve accettare…
Martedì mattina vado all'aeroporto a portare una donna ferita dalla Seleka venerdì: l'aero della Croce Rossa la porta a Paoua, dove Medici senza Frontiere se ne occuperà.
Nel frattempo la FOMAC fa una riunione con le autorità, l'Imam e la Seleka. La Seleka pretende che la gente rifugiata alla Missione rientri nei quartieri. E loro assicurerebbero la sicurezza!!!!!!!
Vogliono incontrare la popolazione alle 14. Io rifiuto di farli entrare in Missione, e non voglio che pralino alla popolazione, ma che la popolazione gli parli… Accetto di fare un incontro con una dozzina di rappresentanti dei rifugiati, in una casa dall'altra parte della strada.
Alle 14 siamo tutti presenti. Ma la Seleka non arriva. Aspettiamo un po' poi ci mettiamo d'accordo di non aspettare oltre le 14h 30. Alle 14h 25 il "colonnello" telefona, dicendo che si era addormentato, e che adesso può venire… Gli diciamo di no, perché ormai noi siamo partiti, e che può venire l'indomani alle 8h 30. Insiste, ma gli diciamo di NO.   I delegati dei rifugiati, quando sentono che rifiutiamo di aspettare il colonnello, applaudono! È importante che la gente inizi a prendere coscienza della propria dignità, e che esiga il rispetto.
In città c'è un po' meno di tensione e un po' meno armi…
Dopo la riunione mancata, parto con la Croce Rossa per recuperare un altro cadavere. Rientrando, incrocio dei giovani armati di bastoni e machete. Mi fermo, e gli chiedo perché vanno in giro armati. Mi dicono che hanno paura degli anti-balaka (milizie spontanee che attaccano la Seleka ed i musulmani). Gli dico di restare tranquilli e di non circolare armati.
Alle 20h30 mi informano che ci sono gli anti-balaka in città…Prendiamo qualche precauzione, e poi andiamo a dormire… e finalmente la notte scorre tranquilla.
Mercoledì
Questa mattina avevamo la riunione alle 8h 30. Sorpresa: il “colonnello” Yahaya della Séléka arriva 5 minuti prima… Ha capito la lezione di ieri. Arriva con il “colonnello” Ibrahim, e con 10/15 (il suo nome di battaglia…), e la loro scorta (armata più di gris-gris (amuleti) che di armi…).
Le persone sono molto numerose… e i delegati cominciano a parlare. Manifestano la loro paura, i timori e la mancanza di sicurezza. Questa notte stessa, i Seleka hanno bruciato due case e rubato un telefono… Le donne sono molto più coraggiose degli uomini! Una donna parla: i Seleka hanno ucciso suo marito venerdì scorso…. lei ha 7 figli piccoli, e più niente! la sua testimonianza fa scendere molte lacrime…
Dopo… prendo la parola io. Finalmente! Sono mesi che aspetto il momento di gridare e denunciare quello che fanno quelli della Seleka e di dirgliene 4, o 8, e magari anche 16… In più … ho del pubblico, e mi lancio.
I Seleka pretendono che i rifugiati (che sono ormai 4.500) rientrino a casa. Ma non c’è alcuna garanzia. Dico che il problema non sono i mussulmani, ma loro, quelli della Seleka. Sono loro che uccidono, che buttano i cadavere nei fiumi, che sono perfino arrivati a denunciare me e  la Croce Rossa perché siamo andati a cercare i cadaveri per seppellirli. E’ la Selekà che arresta la gente, che la tortura. E’ la Seleka che minaccia (e dico a “10/15”: “sei tu che in Municipio hai urlato contro il Padre, che denuncia i vostri crimini, e tu hai detto che saresti venuto ad abbattermi”). È  la Seleka che picchia e che ruba. Che mette le barriere, sotto il pretesto di proteggere la gente: la verità è che voi taglieggiate la gente, voi rubate, e voi non proteggete altro che le vostre tasche…
Gli ho detto anche che, dopo aver fatto fuggire le persone, che si sono rifugiate a Bozoum da agosto (sono più di 8.000),  pretendono soldi dai camion con i viveri del PAM, che sono obbligati a pagare per entrare in città… Ho detto: “Voi volete che loro rientrino a casa… ma questa notte avete bruciato due case, avete rubato un telefono… come potete pensare che le persone si fidino?”.
Gli ho spiegato che noi abbiamo aperto le porte a tutti, ai cristiani come ai mussulmani. Che noi diamo i viveri alle persone che sono alla Missioni ma anche ai 2.200 Peuls che sono rifugiati nella Moschea… Noi non abbiamo problemi con i mussulmani. Il problema … siete voi della Seleka.
I Seleka hanno risposto… vedremo. Dopo la riunione mi sono trattenuto con loro… e mi sembra abbiano capito … vedremo!
Subito dopo parto per andare a trovare i Peuls che sono fuggiti dai villaggi e dai quartieri. Erano 2.200, ma ce ne sono altri che stanno arrivando… Sono contenti di vederci, e condividiamo la loro sofferenza. Hanno paura perché gli anti-balaka li hanno attaccati (ci sono dei feriti), ed è per questo che sono armati.  Incontriamo anche l’Imam, un amico, e ci salutiamo con gioia. Ne approfitto per dire a tutti che noi non abbiamo niente contro i Mussulmani, che abbiamo bisogno di vivere insieme nella pace. E’ un bel momento…. Invito l’Imam alla missione per parlare ai rifugiati. Accetta e si farà.
Dopo la visita, rientro e spero che da qui a domani si possa invitare la gente a ripartire…. se i Selekà rispetteranno le condizioni: smettere le estorsioni e le violenze…
Alle 16 parto per incontrare il “colonnello” Yahaya della Seleka, con il Segretario della prefettura. E’ un tipo calmo, e riprendo la discussione di questa mattina: le persone non rientreranno fino a che la Seleka continuerà a rubare, uccidere, torturare… Si discute bene, e spero che ascolti. Vedremo le prossime notti e i prossimi giorni se vorranno cambiare o no.
Passo a cercare l’Imam,  e con lui torniamo alla Missione per incontrare i rifugiati. Lo presento e spiego alla gente la paura dei nostri fratelli mussulmani, attaccati dagli anti-balaka e insisto sulla volotnà di rispettare tutti e ciascuno e di tornare a vivere insieme nella pace. Do la parola all‘Imam che invita a tornare nei quartieri. Ma le persone hanno ancora paura… ci vorrà del tempo, molto tempo e molto lavoro per tornare alla pace vera.












lunedì 9 dicembre 2013

Sabato e domenica "da rifugiati"






La situazione a Bozoum continua ad essere tesa e difficile.
Sabato è stata una giornata quasi calma, che ci ha permesso di organizzare un po' le cose: bisogna occuparsi della sistemazione (in 35 sale della Missione, scuole comprese), dell'igiene, del cibo, della sicurezza. Ma nell'insieme c'è una bella atmosfera. Per i bambini è un po' una gita, mentre gli adulti, al di là dei sorrisi, sono preoccupati.
Sabato sera la FOMAC (la Forza Multinazionale dell'Africa Centrale) mi aveva detto che probabilmente sarebbero venuti, invece niente.
Domenica mattina abbiamo celebrato la Messa, poi verso le 11c'è stato un fuggi fuggi generale: girava voce dell'arrivo dei ribelli della Seleka qui alla missione....
I rifugiati stamattina sono circa 3000, ma ne arrivano continuamente altri dalla città e dai villaggi. Domenica mattina ci sono stati scontri sulla strada di Bocaranga, a 15 km, con 2 seleka morti. Ci sono molti peuls che sono arrivati. Sono nomadi che si occupano di allevamento. Sono oltre 2.200, e stiamo organizzando per portargli dei viveri nei 3 siti dove sono rifugiati.
Sempre domenica, verso le 12h 45 sento qualche sparo. Corro a vedere, la gente è tranquilla: ho saputo in seguito che in centro avevano sparato a un giovane...

Alle 15 sono partito per la seconda volta con la Croix Rouge, e siamo andati a recuperare 7 cadaveri per poi portarli in una fossa comune.... Con quelli del giorno prima fanno 12 persone: a parte un ribelle degli anti-balaka, gli altri sono civili che si nascondevano in casa per paura...
Passando in città si vedono solo musulmani e peuls con fucili, archi, coltellacci, machettes... C'è molta tensione e paura, e temo che possa degenerare in un massacro.
Qui alla Missione abbiamo messo un paio di barriere, e non lasciamo girare nessuno con machettes o bastoni...
Oggi, lunedì, ci sono state ancora minacce, e la vigilanza è più forte. Speriamo in un inervento dei militari della FOMAC o dei Francesi…
Questa mattina, passando, incontro alcuni alunni musulmani del nostro Liceo. Sono contento di vederli e loro anche. Sono molto dispiaciuti di questa tensione. Li invito a venire in pomeriggio per una partita… Un piccolo segno di speranza.













venerdì 6 dicembre 2013

(brutte) nuove da Bozoum



Ieri giornata di fuoco a Bangui, con spari e molti morti (oltre 300, pare).
Anche qui a Bozoum molta tensione. In serata ci sono stati un paio di spari, e subito un po' di gente dei quartieri più vicini sono venuti qui alla Missione a passare la notte…
Dopo una notte calma, questa mattina verso le 9h 30 ci sono stati degli spari. I bambini della scuola elementare ed i ragazzi della scuola media erano molto agitati. Sono passato in classe, abbiamo preso le dovute precauzioni. Poi, dopo aver avuto conferma che era un falso allarme, i ragazzi sono andati a casa.
Alle 12.45, altri spari. Ma questa volta sono tanti, in varie direzioni, e anche colpi di armi pesanti. Gli anti-balaka, milizie di gente che ha perso quasi tutto a causa della Seleka, ha attaccato la città. Subito c'è un fuggi fuggi, e tanta gente arriva alla Missione.
Verso le 16 facciamo una riunione per dare qualche direttiva ed organizzare la permanenza (sicurezza, igiene, acqua, sistemazione per la notte, ecc).
Sono almeno 3.000 persone qui, e non so se ne arriveranno altre in serata…
Purtroppo ci sono stati dei morti e alcuni feriti…
Speriamo e preghiamo che la situazione si calmi e che la pace possa tornare…